Anzio, dilagano in periferia le discariche abusive di rifiuti: multe fino a 26 mila euro

Domenica 22 Settembre 2019
È decisamente fuori controllo il fenomeno delle discariche abusive nella periferia di Anzio. Tanto da costringere il sindaco Candido De Angelis a firmare due ordinanze con le quali cerca in qualche modo di porre riparo ad una situazione che i cittadini corretti, anche per colpa dei cittadini incivili, ritengono sia insostenibile.

Su tutti il tratto finale di via Goldoni, nella zona di Lavinio stazione, trasformato nelle ultime settimane in una discarica. I rifiuti arrivano fin davanti al centro di raccolta degli ingombranti allestito dalla società Camassambiente che cura il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani sul territorio comunale. A una decina di metri dal cancello scorrevole del centro sono infatti abbandonate decine di sacchi e buste di immondizia. Che diventano quintali e quintali se si percorre via Goldoni lungo il tratto in cui si affaccia il centro di raccolta. Una situazione insostenibile come hanno segnalato molti cittadini. Nemmeno il centro storico di Anzio si salva: le otto isole ecologiche dislocate con tutte le buone intenzioni dall’amministrazione comunale per favorire la raccolta differenziata dei rifiuti – che è miseramente fallita – si sono trasformate in micro discariche con buste di immondizia abbandonate a tutte le ore del giorno ai piedi delle isole in alcuni casi inutilizzabili correttamente perché depredate del sistema di apertura automatico delle bocche nelle quali conferire i rifiuti.

La prima ordinanza vieta l’abbandono dei rifiuti presso le isole ecologiche e su tutto il territorio comunale e prevede multe comprese tra 300 e tremila euro; per chi verrà sorpreso a sporcare le strade scatterà una multa di 500 euro. Il sindaco di Anzio ha firmato anche una seconda ordinanza con la quale dall’1 ottobre vieta l’uso di sacchi di colore nero per smaltire ogni genere di rifiuto. «È stata presa questa decisione – spiegano dall’Ufficio ambiente del Comune – per verificare la conformità del rifiuto da smaltire previsto dal calendario di raccolta».

L’ordinanza prevede anche che la commercializzazione dei sacchi non conformi venga punita con una sanzione amministrativa compresa tra 2.500 a 26 mila euro. Intanto in città sale la protesta per la dislocazione di mastelli per la raccolta di rifiuti a ridosso dal muro di cinta dell’ospedale Villa Albani nei pressi del cancello d’entrata di via Aldobrandini.

«C’è una puzza tremenda a pochi metri dall’entrata, dagli ambulatori e dagli uffici - spiega un dipendente del Distretto sanitario - considerato che in quei mastelli vengono smaltiti soprattutto i rifiuti organici dei ristoranti della zona. Prima erano sistemati alle spalle della vecchia pretura e da un giorno all’altro ce li siamo trovati davanti al cancello». Più volte è stato chiesto che venissero spostati: «con l’unico risultato - continua il dipendente della Asl - che i mastelli sono stati solo spostati di pochi metri».
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