Roma, anziana uccisa dalla badante all'Infernetto. Ira famiglia: «L'avevamo convinta a lasciare l'ospizio»

Roma, anziana uccisa dalla badante all'Infernetto. Ira della famiglia: «L'avevamo convinta a lasciare l'ospizio»
di Adelaide Pierucci
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 6 Gennaio 2021, 00:24 - Ultimo aggiornamento: 15:35

Sette badanti cambiate nell’arco di cinque anni per avere la certezza di affidare la madre alla cura della più amorevole. «L’angelo della casa, però, si è trasformato, all’improvviso in un essere malvagio. Ha ucciso la mia mamma, una vecchina dolcissima, senza un motivo, senza un perché. Si è giustificata dicendo che era caduta. Invece me l’aveva ammazzata di botte». Non riesce a darsi pace Cristina Sartarelli, la figlia di Maria Luisa Lombardi, l’ottantunenne dell’Infernetto uccisa la scorsa primavera dalla badante, Lyubov Tkachuk in quattro ore interminabili di botte e sevizie. Mentre la procura ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio volontario la cinquantenne kazaka, all’apparenza irreprensibile e che invece ha ucciso con crudeltà, nonostante sapesse che c’era un impianto di videosorveglianza attivo nella stanza, le ferite mai rimarginate per un omicidio tra le mura di casa si riaprono.

LEGGI ANCHE Roma, anziana picchiata e uccisa all'Infernetto: badante incastrata dai video. Ora rischia l'ergastolo

LA FIGLIA
«Abbiamo fiducia nella giustizia. Ci affidiamo alla legge - dice la figlia della vittima, assistita dall’avvocato Maria Marmo - Spero che questa donna sia punita con il massimo della pena. Ma il dolore non si quieta. Ho scelto per le cure di mia madre la persona sbagliata, nella convinzione di avere trovato quella giusta. Sembrava accorta e attenta. Le avevo dato un contratto, vitto e alloggio, con una stanza riservata. Invece si è rivelata crudele, oltre ogni immaginazione. Il senso di colpa ora mi devasta». Il pm Daniela Cento, grazie a un video estrapolato da un impianto interno alla villetta e con le informative dei carabinieri, ha ricostruito l’orrore. Era il pomeriggio del 7 maggio scorso. Alle 16.55 la badante trascina la signora giù dal letto afferrandola per i piedi, si ritira per un po’ nella sua stanza. Alla fine, dopo avere riposizionato la donna nel suo letto, le sferra una ventina di gomitate al volto e al torace. Alle 18.44 torna dall’anziana e stavolta la scaraventa a terra prendendola per la testa. Subito dopo cambia le lenzuola, pulisce il pavimento, con uno strofinaccio tampona il viso della signora che perde sangue. Non soddisfatta le spruzza in faccia un prodotto per la pulizia. Ogni tanto sbatte ancora la testa dell’anziana sul pavimento, passa ancora lo straccio, controlla il battito cardiaco. La pensionata morirà il 9 giugno in ospedale. Al fine di verificare il corretto operato del personale medico, il pm aveva disposto anche una seconda perizia. Nessun dubbio, però: a causare la morte sono state una emorragia subdurale acuta e i politraumi contusivi fratturativi causati dalle reiterate percosse.

«Era il 7 maggio - ricorda la figlia - Mi ero attardata in giardino per sistemare una dependance. Volevo che mamma potesse trascorrere più tempo là, visto che aveva difficoltà a scendere i pochi scalini del primo piano della mia villetta. Verso sera mentre rincaso col mio compagno la badante ci urla che mia madre è caduta. Nel vederla a terra mi sono disperata. Il mio compagno, invece, ha capito subito che non poteva essere caduta dal letto sola. Le sbarre erano tirate su e si è precipitato a vedere dal piano di sopra le registrazioni, restando sconvolto». Era stato proprio Gianluca Basili, rumorista e tecnico del suono che ha lavorato con registi del calibro di Leone, Bertolucci e Bellocchio, a voler attivare quella telecamera, per assicurare sempre un controllo sulla suocera. La badante lo sapeva. «Cinque anni fa ho chiesto io a mia madre di venire a stare con me. L’ho amata molto. Non volevo che restasse sola dopo la morte di papà - ricorda ancora la signora Sartarelli - Lyubov mi aveva ispirato fiducia. Viveva da noi da tempo ormai. Più di una volta insieme alla mia mamma l’avevo persino accompagnata a fare delle visite al Cto».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA