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Ambulanze, a Roma fuori i privati: tutti i mezzi gestiti dal 118. «Già arruolati 150 autisti»

Entro l’anno la Regione vuole trasferire all’interno dell’Ares furgoni ed equipaggi

Ambulanze, fuori i privati: tutti i mezzi gestiti dal 118. «Già arruolati 150 autisti»
di Francesco Pacifico e Flaminia Savell
4 Minuti di Lettura
Domenica 12 Giugno 2022, 00:06 - Ultimo aggiornamento: 13 Giugno, 09:54

Stop ai privati per gestire i trasporti di emergenza dei malati con le ambulanze. Entro quest’anno la Regione vuole “internalizzare” i mezzi (e gli equipaggi) in tutta la Provincia di Roma e buona parte di quelli di Rieti e Latina, per poi concludere questo percorso nel resto del Lazio entro il 2023. Una decisione necessaria per limitare i costi e migliorare il servizio, visto che gli “esterni” spesso non hanno a bordo delle loro vetture attrezzature mediche salvavita all’avanguardia. «A regime- spiegano da via Cristoforo Colombo - è come se ci ritrovassimo con una ventina di ambulanze in più, perché mettiamo in circolazione mezzi più funzionanti. Utile a maggior ragione oggi con i blocchi delle macchine davanti ai pronto soccorso».

La direzione Sanità di via Cristoforo Colombo ha già lanciato un piano che comprende l’acquisto da parte dell’Ares, l’ente regionale che gestisce il servizio, di nuove ambulanze e l’ingresso nel suo personale anche di parte degli addetti ora in capo ai privati. Più in generale, è già stato disposto l’arrivo di 33 mezzi attraverso un finanziamento da quasi 5 milioni di euro, sono stati già “arruolati” 150 autisti (recuperati da un apposito bando) e 150 infermieri (a loro volta scelti dalla graduatoria per il concorso del Sant’Andrea), in attesa di prenderne e formarne altri.

Come detto, entro la fine di quest’anno saranno sotto il controllo del 118 tutte le autoambulanze e le automediche di Roma e Provincia (156 mezzi) e parte di quelle di Rieti e Latina. Soltanto nella Capitale, attualmente, è ancora in corso un affidamento per una ventina di vetture esterne. E con costi molto alti: si passa dai 33mila euro al mese per un’automedica ai 47mila per un’autoambulanza in funzione 24 ore. I mezzi dei privati saranno usati o per i servizi di controllo durante i grandi eventi (come il Concertone del Primo Maggio) oppure per i trasferimenti “secondari”, per spostare i malati da un ospedale a un altro.

I NUMERI

Non si esclude di comprare altre autoambulanze, oltre alle 267 del parco macchine. Questo processo sta registrando però non pochi ostacoli, perché il servizio sanitario sconta ancora gli effetti del Covid e l’affollamento nei pronto soccorso degli ospedali, dove la mancanza di posti nei reparti ambulatoriali costringe le strutture sanitarie anche a utilizzare le ambulanze come letti per i malati. Con lo stop ai privati, poi, la Regione vuole anche migliorare le dotazioni dei mezzi: con gli ultimi bandi di gara, l’Ares 118 ha comprato soltanto vetture dotate di massaggiatori cardiaci e di ecofast, oltre ai defibrillatori. «In questo modo - spiegano sempre dalla Regione - otteniamo due vantaggi: con macchinari come il massaggiatore cardiaco l’operatore è libero di fare altre attività di supporto e riusciamo a dare una chance in più ai malati più gravi. Quindi a salvare più vite».

Intanto nei giorni scorsi l’Ares ha avviato una nuova procedura per lo smistamento dei pazienti, dove è la centrale del 118 a decidere - in base al flusso dei pazienti - in quale ospedale l’ambulanza deve portare i malati. L’obiettivo della Regione è quello di decongestionare le strutture con maggiori accessi, ma secondo alcuni sindacati questa disposizione avrebbe creato già creato alcuni problemi.
 

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