Ama, il manager in uscita ora aumenta gli stipendi. Gratifiche da 30mila euro

Zaghis ha già annunciato le dimissioni, ma ha pronte le promozioni per i dirigenti

Ama, il manager in uscita ora aumenta gli stipendi. Gratifiche da 30mila euro
di Francesco Pacifico
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Sabato 23 Ottobre 2021, 00:04

Prima del ballottaggio Stefano Zaghis ha annunciato le sue dimissioni dalla guida di Ama. Quarantotto ore fa, incontrando Roberto Gualtieri, ha capito che in ogni caso per lui non ci sarà un futuro in via Calderon de La Barca. In questo scenario, il manager con le valigie già pronte si accinge a fare un’altra serie di promozioni e di aumenti (tra i 20mila e i 30mila euro) dei suoi dirigenti, tra i quali quelli che nella sua gestione sono stati di fatto il numero due e il numero tre dell’azienda: Marcello Bronzetti, responsabile del personale, e Maurizio Casonato, capo dell’operativo, il dirigente più coinvolto nella gestione della raccolta. Scelte che hanno scatenato le ire del sindacato e del Campidoglio: Cgil, Cisl e Fiadel hanno inviato una diffida a Zaghis, dallo staff del neosindaco gli avrebbero intimato di non firmare «atti politicamente sconvenienti».

 

QUADRI E DIRIGENTI

In queste ore ci sono due pratiche scottanti sul tavolo di Zaghis. La prima è la convocazione - entro martedì - dei vertici della municipalizzata per avviare la pulizia straordinaria della città entro Natale, promessa da Gualtieri. L’altra - più esplosiva - riguarda una serie di determine per aumentare o promuovere alcuni dirigenti. Per Bronzetti (direzione risorse umane), e per Casonato (direzione tecnica), si profila un aumento di stipendio che dovrebbe portali a 140mila euro lordi all’anno. Arriverà a 120mila euro, invece, la retribuzione di Silvio De Sisti, responsabile della direzione strategia e innovazione.

Ciro Luciano sta per salire di un gradino (da quadro a quadro) con la responsabilità del servizio sistemi informativi interni: per uno stipendio da 85mila dollari. Si fermerà a 80mila Gabriella Gisellu, anche lei in predicato di passare da funzionario di ottavo livello a quadro. Tra le sue mansioni la guida dell’ufficio Micro Assurance & Advisory, quello di Micro monitoraggio e Compliance oltre al supporto del dirigente preposto.

In alcuni casi gli aumenti sono retroattivi. Fatto sta che non è la prima volta che Zaghis finisce nel mirino per le sue gratifiche: sia perché il servizio di raccolta fa acqua da tutte le parti sia perché l’azionista - Roma Capitale - ha dovuto iniettare direttamente e indirettamente 350 milioni di euro per evitare di portare i libri in tribunale. L’anno scorso la Cgil presentò un esposto alla Corte dei Conti per una serie di una tantum (come quelli a capi zona) o promozioni, che non avrebbero rispettato le procedure dalla legge.

Accuse che Ama ha sempre respinto. Anche ieri. In una nota Zaghis replica: «Non c’è nessuna promozione last minute in Ama», rivendicando di aver voluto solo «valorizzare le competenze e le diverse sensibilità». Quindi ha ricordato che con il turn over, Ama «ha visto progressivamente depauperarsi i propri presidi direttivi e dirigenziali». Proprio l’aver concentrato le mansioni su Bronzetti, Casonato e De Sisti, poi, « permetterà all’azienda stessa di risparmiare 60mila euro all’anno rispetto al compenso deliberato nel 2015 dal Consiglio di amministrazione presieduto dal Dottor Fortini nominato dal Sindaco Marino».

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Motivazioni non sufficienti per i sindacati: Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel gli hanno inviato una diffida scritta, nella quale gli si intima di non firmare le determine, con «aumenti salariali ad alcuni dei dirigenti attuali, addirittura con retroattività». Atti «gravemente offensivi verso le migliaia di lavoratori di codesta azienda, chiamati quotidianamente a lavorare in condizioni disumane, oltre che rappresentare una scarsa attenzione verso i cambiamenti che hanno investito l’Amministrazione Capitolina nella recente tornata elettorale».

Spiega Natale Di Cola, della segreteria della Cgil del Lazio: «Dopo essere stati costretti a denunciare alla Corte dei Conti Zaghis sulle promozioni già lo scorso anno, non ci stupirebbe se, invece di rassegnare le dimissioni, decidesse di fare altre promozioni e aumenti stipendiali. Ci aspettiamo che il Comune lo rimuova presto, azzeri atti last minute e metta fine a questa gestione fallimentare della azienda». Proprio dalla maggioranza avrebbero comunicato al manager di fermarsi. 
 

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