ROMA

Roma, alberi-killer: sul lungotevere c'è il rischio di nuovi crolli

Sabato 6 Luglio 2019 di Laura Bogliolo

«Le fronde ciondolano, qualche corteccia cade: secondo lei ci sentiamo al sicuro?». Una cassiera di un locale sulla banchina del Tevere ieri pomeriggio era giustamente preoccupata dopo il tronco crollato che ha investito un'intera famiglia con due bambini.
Sul lungotevere, da ponte Sant'Angelo all'Isola Tiberina, ci sono circa 145 platani: il Comune dopo l'incidente ne ha controllati soltanto 10 attraverso «un'analisi strumentale per la verifica vegetazionale». Dalla banchina guardando in su si vede ancora il tronco spezzato. «Dentro era vuoto» il commento di Sergio Mongardini, il gestore del locale sopra al quale è precipitata parte della pianta.

Roma, famiglia travolta da ramo sul Tevere: albero senza cure da 19 anni
 

 

L'ANALISI
Tre platani, in realtà, sono marchiati con la X da mesi. Tradotto: il monitoraggio del Campidoglio partito nel 2017 aveva decretato, senza scampo, la necessità di abbattere quei tre esemplari perché a rischio crollo. Ma ad oggi sono ancora lì, uno con i rami scheletrici, altri due con la corteccia rovinata.
Ma c'è di più: almeno un terzo dei platani andrebbe controllato e curato. E di corsa. Perché, come dicono gli esperti, quelle piante hanno 100 anni, sono state vittime dell'incuria dell'uomo, molte hanno rami secchi e quindi a rischio caduta. Inoltre le potature, o meglio, le azioni per la manutenzione in quella zona «non si vedono dai tempi dell'ultimo Giubileo». Ad affermarlo Anna Vincenzoni, assessore all'Ambiente del I Municipio che sottolinea: «Curarono quei platani sotto l'amministrazione Tronca, ma soltanto sul lato della strada». Mentre sul lato del Tevere si aspetta ancora un intervento complessivo e organico.

LE MINACCE
Le fronde minacciose che sporgono sulla banchina sono soggette a tutela paesaggistica, fanno parte del cosiddetto corridoio ecologico e ogni intervento deve essere discusso anche con la Sovrintendenza. Intanto, i rami pesantissimi continuano a ciondolare sulla banchina dove passeggiano runner e ciclisti, alcuni platani hanno rami secchi e scheletrici che sembrano reggersi per miracolo. Gli esperti, spiegano, che in alcuni casi basterebbe una folata di vento.

I RITARDI
Ci sono poi i tre casi di abbattimento: l'albero rinsecchito su lungotevere della Farnesina, all'altezza di Salita Del Buon Pastore, ad esempio, aveva la X già nell'agosto del 2018 (lo mostra Street View). In pratica, a un anno quasi dal verdetto («va abbattuto») il Campidoglio non ha fatto nulla. Il bando per la manutenzione degli alberi è stato assegnato dopo 26 mesi, ma non è ancora di fatto operativo. «Tra l'altro - aggiunge Vincenzoni - la gran parte delle piante si potano a novembre, quindi si dovrà aspettare ancora. La nostra amministrazione - aggiunge - si aspettava un controllo su tutti i platani del lungotevere dopo quello che è accaduto e non solo su una decina».
 

Ultimo aggiornamento: 12:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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