Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Roma, «Voglio un contratto d’affitto regolare». Casamonica gli punta l’arma e lo rapina

«Voglio un contratto d affitto regolare». Casamonica gli punta l arma e lo rapina
di Adelaide Pierucci
3 Minuti di Lettura
Domenica 9 Febbraio 2020, 14:51

Quasi come una manager immobiliare aveva promesso la disponibilità di quattro appartamenti di varie metrature, a vari prezzi e su più indirizzi. Solo che l’aspirante inquilino, puntava a un contratto regolare, e quando al Campidoglio gli è stato negato il certificato di residenza perché l’appartamento risultava non accatastato, l’aspirante agente, una Lady Casamonica ha estorto al malcapitato la caparra di 900 euro e in seguito, con l’aiuto del suocero e di una pistola, lo ha pure rapinato. «Così impari a non lamentarti», si è sentito dire un 40enne egiziano che un anno fa aveva avuto la sventura di incappare in Luana Caracciolo.

Roma, l'ex moglie di un Casamonica: «Milioni nascosti nei muri e botte, la mia vita con il clan»

Usura e spaccio, 11 condanne: colpo al clan dei Casamonica

La donna, all’epoca ai domiciliari, e il suocero Guido Casamonica, in quel periodo sorvegliato speciale, ora si ritroveranno a processo per estorsione e rapina. Il gip ha bocciato la proposta di abbreviato (il rito che concede sconti della pena) intenzionato ad ascoltare la vittima. All’egiziano era stato prima proposto un appartamento di un’altra Casamonica in via Fratelli Marchetti Longhi e poi in via Migliarini ma in tutti e due i casi era stato impossibile stipulare un regolare contratto di locazione. Pertanto aveva chiesto la restituzione della caparra. Un mese dopo la Caracciolo propone un incontro nel suo appartamento. È allora che l’uomo, in 51 secondi, come provano le registrazioni di una telecamera, si ritrova una pistola puntata da Guido Casamonica e 700 euro in meno in tasca. La procura aveva contestato anche l’aggravante del metodo mafioso, non riconosciuta dal Riesame. Per i giudici i due «non avrebbero speso il proprio cognome in aggiunta alle minacce», così come sostenuto dagli avvocati Massimo Mercurelli e Antonio Filardi. L’egiziano in realtà quando ha saputo della pericolosità dei Casamonica ha provato a ritirare la denuncia. 
 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA