Aereo privato precipita in fase di atterraggio a Nettuno: salvi pilota e passeggero

Tragedia sfiorata all’aeroclub di Nettuno, nell’impatto sono rimasti feriti un uomo e una donna: aperta un’inchiesta

Aereo privato precipita in fase di atterraggio a Nettuno: salvi pilota e passeggero
di Antonella Mosca
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Sabato 15 Gennaio 2022, 22:45 - Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio, 02:27

Schianto fuori pista e grande terrore, ieri pomeriggio, per un uomo e una donna (lui 48 anni di Roma), che con il loro aereo ultraleggero blu stavano rientrando da un volo del week end nell’aviosuperficie “Crazy Fly” di Nettuno. Forse si è tratto di un errore del pilota nella manovra di atterraggio, secondo i primi dati emersi dalle indagini sull’incidente condotte dalla Compagnia dei carabinieri di Anzio. Fortunatamente il muso dell’aereo non ha cozzato contro l’argine della scarpata che delimita la pista e i due occupanti se la sono cavata soltanto con varie contusioni. 

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Per i soccorsi è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco di Anzio, che sono scesi con delle scale nel vallone, mentre arrivavano le ambulanze del 118 allertate immediatamente. Ieri intorno alle 17, chi si trovava nell’aviosuperficie di via Delle Grugnole ha vissuto attimi di angoscia e spavento quando si è capito che l’ultraleggero blu che stava arrivando sarebbe uscito fuoripista. La zona di decollo e atterraggio, infatti, è ben visibile da ogni parte della struttura, anche dal ristorante bar con le grandi vetrate dove si intrattengono soprattutto nel week end - come nella bella giornata di ieri - gli appassionati di volo con amici e famiglie. E c’è sempre qualcuno, lì, addetto al controllo dei movimenti. L’areo si era messo in linea per prendere la pista di atterraggio - hanno raccontato - ma qualcosa non è andato per il verso giusto. 

 

LE INDAGINI
Saranno le indagini tecniche e gli interrogatori - sia dei due a bordo che dei testimoni, sentiti dai carabinieri - a stabilire cosa non ha funzionato, però chi guardava da terra si è reso conto immediatamente che il velivolo non ce l’avrebbe fatta a fermarsi. Al termine della pista di atterraggio c’è l’aperta campagna, l’aviosuperificie è delimitata da un largo canalone di sterpaglie profondo alcuni metri e lì si è infilato il velivolo, sparendo alla vista. Di certo il pilota ha tentato tutte le manovre possibili ed è riuscito in qualche moto a decelerare, perché l’ultraleggero si è come posato nella parte più bassa della scarpata. E questa è stata la fortuna dei due a bordo, perché non c’è stato l’impatto con il costone ma il muso del velivolo si è solo ammaccato contro la sua base. Però l’abitacolo ha ricevuto una compressione, anche se né l’uomo né la donna hanno riportato lesioni preoccupanti nell’impatto. Il resto della carlinga e le ali, vedendoli così dall’alto, non sembrano aver subito danni ma il velivolo è tutto da risistemare. 

Immediati i soccorsi e non è stato semplice far uscire l’uomo e la donna dalla carlinga. Si doveva aprire il tettuccio trasparente e poi, aiutarli in sicurezza. Nessuno sapeva che tipo di problematiche avessero a livello fisico e quindi si è atteso l’intervento dei vigili del fuoco, che si sono calati nella scarpata con delle scale e hanno aiutato i due a risalire verso l’aviosuperficie. Poi sono stati presi in consegna dai sanitari delle ambulanze. Fortunatamente erano vigili e hanno anche potuto scambiare informazioni con i soccorritori. Ora spetterà all’inchiesta avviata dai carabinieri definire accaduto ed eventuali responsabilità.

IL PRECEDENTE
L’area dell’incidente è quasi la stessa dove il 31 maggio del 2020 - dopo uno schianto seguito da un incendio del biposto P9s Tecnam su cui volavano - persero la vita due promesse del nuoto italiano, il 22enne forlivese Fabio Lombini (In Sport-Vigili del Fuoco) e il 23enne romano Gioele Rossetti (Aurelia nuoto), anch’essi decollati dal “Crazy Fly”. L’aereo cadde tra via delle Grugnole e via Acciarella e fu distrutto dalle fiamme con i due giovani a bordo. Avevano preso un giorno libero dagli allenamenti di nuoto per un volo nel cielo che, quel giorno, era limpido come ieri. 
 

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