Roma, partorisce e uccide la neonata: «Litigava con il compagno»

Martedì 21 Gennaio 2020 di Mirko Polisano

Il papà scomparso da pochi mesi, la mamma sola, la vita in Germania e una relazione tra alti e bassi con il suo compagno tedesco. È questo il mondo di Ludovica L, la 29enne di Vitinia accusata di omicidio per aver ucciso la sua bambina dopo averla partorita in casa. Era rientrata da poco in Italia per la morte del papà avvenuta poche settimane fa e per far compagnia alla mamma rimasta da sola. «Vengono spesso a fare colazioni qui da noi - racconta il gestore di uno dei bar del quartiere - poche parole, giusto il buongiorno, sono una famiglia riservata e molto tranquilla». Ludovica è molto conosciuta nel quartiere, tanto da prendere parte spesso ad alcune iniziative organizzate dal comitato di quartiere.

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LA TESTIMONIANZA
«Era molto attiva - fanno sapere dall'associazione - ha partecipato in passato i nostri incontri e a qualche manifestazione organizzata da noi per il decoro e la pulizia del nostro quartiere». Una famiglia che si era trasferita a Vitinia undici anni fa. Ludovica, la mamma Inge, 71enne di origini svedesi, e papà Luigi. Genitori pensionati e lei con una vita davanti e il sogno di realizzarsi. Nessun problema in apparenza.
«Non è mai stata attivata nessuna segnalazione affinché ci fosse un intervento dei servizi sociali», puntualizzano dal X Municipio. Ludovica parte alla ricerca del lavoro alla volta dell'Europa: destinazione Germania, dove inizia con qualche impiego saltuario e dove instaura una relazione con un coetaneo tedesco. Alti e bassi: «Non sapevo di essere incinta», racconta la 29enne agli investigatori e ai medici dopo aver partorito in casa. Probabile, invece, che sapeva di dover crescere da sola quella bimba. Una ragazza-madre con mille responsabilità, aspettative che potrebbero averla mandata in crisi fino a farla compiere quel tremendo gesto di scaraventare la sua piccola contro il pavimento. «Prima che partisse per la Germania - raccontano alcuni vicini di casa - si incontrava spesso in giro. Una ragazza sempre con il sorriso sulle labbra e allegra. Non possiamo ancora crederci».

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