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8 marzo, Acli: «Povertà donne aumentata. Garantire uguaglianza nelle opportunità»

Lunedì 8 Marzo 2021
Acli: «Povertà delle donne è aumentata. Bisogna garantire uguaglianza nelle opportunità»

Non c'è niente da festeggiare per l'8 marzo secondo la presidente delle ACLI di Roma e provincia Lidia Borzì. «Il Covid sta interrompendo bruscamente il cammino della piena affermazione della donna. L'occupazione femminile è in forte calo. La disparità salariale è incrementata così come la povertà delle donne». Ma non è l'unico problema. «La gestione dei figli, alle prese con la didattica a distanza e con grandi vuoti da colmare, sta ricadendo sempre di più sulle spalle delle mamme. E le conseguenze sul benessere fisico e psicologico sono devastanti. Gli effetti della pandemia sull'universo femminile stanno portando indietro le lancette dell'orologio, con il rischio di vedere incrinarsi tutte quelle conquiste ottenute in direzione dell'uguaglianza di genere e della parità di diritti. Allora, adesso più che mai è il tempo delle donne, che con il loro sguardo sensibile, empatico, positivo e concreto possono essere capaci di trasmettere speranza e rinnovare ogni dimensione della nostra società».

La soluzione per ripartire

La presidente delle ACLI di Roma e provincia indica poi quale via deve essere seguita. «Sono tre i fili trainanti per un pieno e necessario riconoscimento delle donne a tutto tondo: il primo è senza dubbio il lavoro dignitoso, quello che dà tutele e diritti, in termini di sicurezza, salute, retribuzione equa. E per la donna in particolare significa non solo autonomia, ma riconoscimento della propria dignità. Il secondo filo trainante, strettamente collegato al primo, è il welfare: c'è urgenza e necessità di un welfare generativo e sartoriale che accompagni, promuova e moltiplichi le opportunità delle donne, non costringendole a scegliere tra famiglia e lavoro. Il terzo e ultimo filo trainante riguarda l'uguaglianza nelle opportunità, ovvero la necessità di una virtuosa competizione, nel segno della meritocrazia, che non consideri le donne una specie da proteggere, ma neanche le penalizzi, come spesso accade».

 

Gli insospettabili

Chi si è presentato nell'ultimo anno ai servizi di CAF e Patronato delle ACLI di Roma, sono donne e famiglie insospettabili, che prima della pandemia avevano la possibilità di vivere senza troppe difficoltà. Quali le richieste? Sostegno psicologico, mancanza di lavoro, aiuti materiali. In tutto, si sono rivolte al segretariato sociale aperto all'inizio dell'emergenza Covid oltre 500.000 persone. La maggioranza donne: pari al 66%. La risposta dell'ACLI c'è stata. Con 270 kit scolastici per i bambini e circa 9.000 pacchi alimentari consegnati a chi si trova in difficoltà.

Lo sportello per le vittime di violenza e stalking

Nell'ultimo anno, sono oltre 900 le donne sostenute e assistite dalle ACLI di Roma grazie allo sportello di orientamento per le Vittime di violenza e stalking inserito nel "Progetto Fiore di Loto" e al camper itinerante nella città soprattutto nelle periferie. Tra queste, 500 hanno avuto bisogno di assistenza legale a seguito di vicende di violenza e di stalking, 350 sono quelle intercettate dal lavoro in strada nei quartieri della capitale, grazie al quale sono stati anche qui individuati molti problemi connessi al mondo del lavoro e nella gestione della famiglia, soprattutto durante il lockdown.

Oltre 40 donne, invece, sono state avviate dalle ACLI di Roma ad un progetto di empowerment puntando ad aumentare la capacità di auto-promuoversi in ambito lavorativo, ma anche per avviare percorsi di autonomia e consapevolezza di sé.

I giornalisti contro la violenza sulle donne

Con l'iniziativa "E...vento di donna"  sono stati formati, in collaborazione con l'Ordine dei Giornalisti del Lazio, oltre 70 giornalisti al giusto approccio sul tema della violenza di genere. Il progetto è promosso dalle ACLI di Roma in rete con Agenzia Comunicatio, US ACLI Roma, Forum delle Associazioni Familiari del Lazio, Centro studi "Pluriversum", Associazione culturale "Punto & Virgola" e "Libera Mondo" grazie al sostegno del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri" con l'obiettivo di contrastare le discriminazioni di genere e la violenza sulle donne tramite azioni di sensibilizzazione che puntino al cambiamento socio-culturale.

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