Roma, a Monteverde alberi tagliati e proteste dei cittadini: «Troppa frenesia»

Negli ultimi 20 giorni sono stati circa 120 gli abbattimenti di alberi nei municipi romani

Roma, a Monteverde alberi tagliati e proteste dei cittadini: «Troppa frenesia»
di Raffaele Marra
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Martedì 29 Novembre 2022, 10:06

Basta agli abbattimenti degli alberi scellerati sul territorio romano. E’ questo il grido che arriva dai residenti, dai comitati di quartiere e dalle associazioni ambientaliste del XII municipio. Negli ultimi 20 giorni sono stati circa 120 gli abbattimenti di alberi nei municipi romani. Uno dei più coinvolti è proprio il XII che solo nelle ultime ore ha programmato il taglio di 24 pini: 18 in via Virginia Agnelli e 6 in via Federico Di Donato. «All’inizio dell’anno sono stati previsti per il nostro municipio 1200 interventi di potatura - dice il Servizio Giardini del municipio - e fino ad oggi da gennaio sono stati abbattuti circa 80 alberi». Un numero molto alto per un solo municipio eppure le ragioni che conducono all’abbattimento delle piante, si legge sul sito del Dipartimento Tutela ambientale del comune sono quasi sempre le stesse, rischio schianto e cedimento dell’apparato radicale. Così continua a trascinarsi l’annoso problema degli abbattimenti e delle potature del verde romano, tra appelli di associazioni e cittadini che vedono nel “polmone verde romano” un patrimonio comune da preservare, irrinunciabile per la salute e la qualità della vita dell’intera popolazione.

Negli ultimi dieci anni il verde pubblico romano si è ridotto del 3% dicono al Wwf: «Spesso negli interventi c’è una frenesia del taglio consequenziali a potature mal gestite - dice Raniero Maggini presidente di Wwf Italia e Area Metropolitana - le piante non posso essere considerate semplicemente un prodotto a fine ciclo produttivo e qualora non vi siano le condizioni di rischio non vediamo l’esigenza di tagliarle, ma possono continuare ad assolvere le loro funzioni ecosistemiche importanti». Proprio il Consiglio di Stato, con sentenza di qualche giorno fa ha accolto l’appello promosso da due cittadini mirato a salvare un abete rosso monumentale, per il quale il comune aveva disposto l’abbattimento per presunte ragioni legate alla tutela della pubblica incolumità. Purtroppo è frequente vedere ordinanze che dispongono tagli indiscriminati di alberi, anche quando questi si trovano in perfetta salute o di potature effettuate in periodi e con modalità tali da generare effetti dannosi sia sulle specie animali che sulla stessa stabilità degli alberi. «L’importante è fare tagli e potature, lo ricorda anche una recente sentenza, quando non ci sia il picco vegetativo della pianta e non sia il pieno periodo di nidificazione - conclude Maggini - e quando non si ha altra scelta che abbattere la pianta provvedere a nuove piantumazioni in sostituzione di queste».

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