Truffe agli anziani, condannati tre napoletani: uno si fingeva carabiniere, minacciò di arrestare marito e figlia di una 86enne

Sei anni di pena al 24enne accusato anche di estorsione

Truffe agli anziani, condannati tre napoletani: uno si finse carabiniere, minacciò di arrestare marito e figlia di una 86enne
di Valeria Di Corrado
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Martedì 5 Dicembre 2023, 06:57 - Ultimo aggiornamento: 07:03

Arrivano le prime condanne per l'odiosa piaga delle truffe agli anziani. Al termine di un processo celebrato in abbreviato, e quindi usufruendo dello sconto di pena previsto dalla scelta del rito, il 9 novembre sono stati condannati tre napoletani (difesi dall'avvocato Andrea Palmiero) venuti in trasferta a Roma con una macchina a noleggio per derubare signore ultrasettantenni. La pena più alta - sei anni di reclusione - è stata inflitta dal giudice dell'udienza preliminare di Roma ad Antonio S., 24 anni, perché, oltre alla truffa ai danni di tre vittime diverse, era accusato in un caso anche di estorsione. Reato che, in genere, dovrebbe essere contestato per questo genere di raggiri, considerato il male ingiusto prospettato e la minorata difesa delle vittime, che vengono selezionate cercando sull'elenco delle "Pagine bianche" i numeri di telefono: solo gli anziani, infatti, hanno ancora il fisso.

OLTRE 82MILA IN TRE BOTTINI

Il 4 gennaio scorso aveva infatti contattato telefonicamente una 86enne spacciandosi per un maresciallo dei carabinieri. L'aveva terrorizzata dicendole che, se non gli avesse consegnato denaro e gioielli, suo marito e sua figlia sarebbero finiti in una camera di sicurezza, «in tal modo - spiega l'accusa - privati della libertà personale». Da qui la contestazione del reato di estorsione. Poi il 24enne si era presentato nell'abitazione della donna, che si trovava sola a casa, «fingendo di essere la persona incaricata di ritirare la somma in contanti di 1.000 euro e oggetti preziosi per un valore complessivo pari a circa 15mila euro», si legge nel capo di imputazione.
L'imputato è accusato anche di altre due truffe.

La prima risale al 9 dicembre 2022. Aveva chiamato un'altra 86enne, facendole credere di essere il nipote. In questa veste, le aveva chiesto di racimolare urgentemente 30mila euro necessari per pagare un debito contratto dalla madre (ossia la figlia dell'anziana signora) «in relazione alla compravendita di un immobile». Poi si era presentato nell'appartamento della vittima, residente in via delle Vigne Nuove, e oltre al denaro l'aveva indotta a consegnargli gioielli e orologi per un valore complessivo di altri 30mila euro. La terza truffa contestata ad Antonio S. si è consumata l'11 gennaio.

Utilizzando sempre lo stesso schema, il giovane - che si era spacciato per il nipote di una signora di 76 anni - le aveva prospettato il bisogno di farsi prestare del denaro per pagare un debito. Puntualmente si era presentato a casa della donna e le aveva portato via 400 euro e oggetti preziosi per un totale di 6mila euro.

FEDE SFILATA ALLA NON VEDENTE

Ieri, poi, ha incassato un'altra condanna a 2 anni e 4 mesi - ridotta dalla Corte d'appello di Roma rispetto ai 3 anni inflitti in primo grado - per una tentata rapina. In questo caso Antonio S. aveva cercato di sfilare la fede nuziale a un'ottantenne, per giunta non vedente, sull'uscio del portone. E quando quest'ultima se n'era accorta, serrando la mano in un pugno, le aveva slogato il dito.

Tale padre, tale figlio. Anche Francesco S., padre del 24enne, è stato infatti condannato dal gup capitolino per altre due differenti truffe a 3 anni e 4 mesi di reclusione (in continuazione con altre pene inflitte per reati analoghi). Il 43enne, il 13 gennaio scorso, aveva finto di essere il nipote di una signora di 91 anni originaria del Reatino e l'aveva indotta a consegnargli 380 grammi di oro «per pagare un debito contratto - si legge nel capo di imputazione - in relazione a un pacco contenente materiale illecito». Non contento, il 27 gennaio Francesco S., insieme a Giovanni R., 20 anni - condannato a un anno e 4 mesi (pena sospesa) - aveva truffato una 78enne originaria della Basilicata, facendosi consegnare 49mila euro in contanti. Soldi che poi, in un controllo delle forze dell'ordine, gli sono stati trovati a bordo dell'auto presa a noleggio.

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