Termovalorizzatore Roma, rifiuti trasferiti con i treni fino a Santa Palomba per non intasare le strade

Senza le ferrovie viaggerebbero lungo l’arteria circa venti camion ogni ora

Rifiuti trasferiti con i treni per non intasare le strade: spazzatura sui convogli fino a Santa Palomba
di Francesco Pacifico
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Venerdì 2 Dicembre 2022, 00:05 - Ultimo aggiornamento: 06:09

Viaggeranno sul treno i rifiuti di Roma diretti a Santa Palomba, per essere bruciati nel futuro termovalorizzatore della Capitale. Questa è l’unica soluzione per superare uno dei principali nodi alla realizzazione dell’impianto: cioè l’imbuto naturale creato dall’Ardeatina, consolare troppo stretta che già oggi fatica a contenere il traffico attuale. «Anche perché - spiega Natale di Cola, uno dei segretari della Cgil del Lazio - il termovalorizzatore a pieno regime lavorerà 600mila tonnellate di rifiuti all’anno. Vuol dire che in circolazione dovrebbero esserci 60mila camion per i trasporti sempre nell’arco temporale di un anno. A questi ne vanno aggiunti altri 10mila, sempre nello stesso lasso di tempo, perché verso l’impianto si muoveranno anche mezzi che vanno a caricare materiali. E il conto è presto fatto: parliamo di quasi 20 compattatori all’ora, uno ogni cinque minuti. Un numero ingestibile per l’attuale assetto logistico di quel quadrante».

Parliamo, infatti, di una strada, l’Ardeatina, a una corsia per ogni senso di marcia sulla carreggiata, piena di buche e che sconta gravi ritardi di manutenzione, spesso al centro della cronaca nera per gli incidenti, e - non per ultimo - intasata quasi a tutte le ore del giorno perché principale collegamento verso l’area industriale di Pomezia.

 

POCHE ALTERNATIVE

Da qui la decisione di puntare sul ferro, cioè sul trasporto ferroviario, anche sfruttando quello che sta già mettendo in campo l’Ama per la sua logistica, visto che a breve i trasferimenti all’estero dei rifiuti decuplicheranno. L’azienda di via Calderon de La Barca sta per creare nei suoi principali siti (Ponte Malnome, Rocca Cencia e via Romagnoli) aree di stoccaggio, dove collocare i materiali già lavorati e quindi stabilizzati per alcune settimane, prima di caricarli sui treni verso il Nord Europa. Lo stesso schema sarà utilizzato quando la stessa Ama raccoglierà il talquale da inviare a Santa Palomba.

 

Ama sta cercando un hub ferroviario, dove far convogliare i rifiuti dai suoi siti, prima di metterli sui treni verso l’Europa. Sarà utilizzato anche per i viaggi verso Santa Palomba. Qui, nella periferia Est di Roma non lontano da Pomezia, c’è una stazione con 4 binari passanti, due di transito e altri due verso uno scalo merci adiacente, più altri 7 in un vicino interporto per ricoverare i treni merci. Manca l’ultimo tratto per arrivare nella non lontana area che ospiterà il termovalorizzatore: quindi, sarà necessario molto probabilmente costruire una bretella. Altrimenti i rifiuti saranno scaricati dai convogli e trasferiti sui camion, ma per percorrere un tragitto molto più breve. 

Questo sistema logistico va realizzato entro la fine del 2026, quando Gualtieri vuole inaugurare il termovalorizzatore. Altre alternative, di fatto, non ce ne sono: si proverà ad aumentare la portata dell’Ardeatina, ma su quella strada insistono vincoli della Sovrintentendenza. Si potrebbe anche ipotizzare un raddoppio della vicina Pontina, sfruttando l’uscita ad Ardea, ma di questo progetto si parla da decenni.

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