Termovalorizzatore Roma: bando fra otto mesi. «E nessuna discarica»

In Comune la manifestazione d’interesse: si cercano aziende che realizzino il progetto

Termovalorizzatore: bando fra otto mesi. «E nessuna discarica»
di Francesco Pacifico
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Venerdì 2 Dicembre 2022, 00:05 - Ultimo aggiornamento: 06:10

Si parte concretamente con il futuro termovalorizzatore che sorgerà su 10 ettari a Santa Palomba e lavorerà 600mila tonnellate all’anno di rifiuti. Sarà pronto per il settembre del 2026, e non per il Giubileo del 2025 come sperato in un primo tempo. Ma sarà comunque corsa contro il tempo: Roberto Gualtieri, nelle vesti di commissario ai rifiuti, sfrutterà tutti i poteri straordinari per dotare Roma di un impianto presente nelle altri Capitali d’Europa e dimezzare i tempi canonici per autorizzare e costruire una struttura di questa portata. «Spero di poterlo inaugurare prima».

Ieri il sindaco-commissario, con l’assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi, ha presentato quello che è a tutti gli effetti il primo e vero passo in questa direzione: la manifestazione d’interesse pubblica con la quale Roma e il governo chiedono alle aziende un progetto sia per l’impianto di combustione sia per le altre strutture necessarie per captare i gas e trasformare gli scarti in materiali per le costruzioni. Sempre in quest’ottica ieri è stata anche completata la Vas (la valutazione d’impatto ambientale) al piano straordinario dei rifiuti.

 
Intanto il sindaco canta vittoria: «È una giornata storica. È finita l’era delle discariche: oggi Roma smaltisce in questo modo mezzo milione di tonnellate di materiali all’anno, già dal 2023 dimezzeremo questa quantità per arrivare di fatto a zero dal 2026». Uno scenario che gli fa aggiungere: «Oggi, senza il termovalorizzatore, saremmo qui ad annunciare una maxi-discarica da un milione di tonnellate a Roma città». Invece soltanto il 4 per cento delle ceneri scaturite dalla combustione dell’indifferenziata non sarà riciclata.


Il termovalorizzatore costerà intorno al miliardo di euro, per la quasi totalità investiti dai privati, che in cambio avranno una concessione di almeno 20 anni per rientrare dell’impegno. L’azienda che costruirà e gestirà l’impianto dovrà garantire tempi rapidi di realizzazione, le tecnologie più all’avanguardia, anche in termini ambientali, e compensazioni per i residenti di Santa Palomba. La proprietà del terreno sarà di Ama, quella dell’impianto del Comune. Fino al settembre 2026, via Calderon de La Barca firmerà contratti (molto onerosi) con Tmb e discariche fuori dal Lazio e dall’Italia per lavorare la spazzatura capitolina. 


I TEMPI
Molto serrato il cronoprogramma del termovalorizzatore. Entro febbraio del 2023 devono essere consegnati i progetti dalle aziende. Il vincitore della manifestazione d’interesse sarà comunicato due mesi dopo e a luglio il Comune lancerà un nuovo bando di gara per trovare un’impresa del settore per realizzare questo piano. L’affidamento dell’opera al costruttore è atteso per dicembre del 2023, un mese dopo si firmerà il contratto. Nei sei mesi successivi si chiuderanno le autorizzazioni (le concede il commissario) e la progettazione definitiva. Nel marzo del 2024 la posa della prima pietra, ma dopo due anni - settembre del 2026 - Gualtieri vuole inaugurare le tre linee del termovalorizzatore.
 

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