Caro-bollette e conguagli, stop alla fornitura di gas: a Roma primi condomini al freddo

Marconi, in un complesso accumulato un debito di oltre 150mila euro

Caro-bollette e conguagli, stop alla fornitura di gas: a Roma primi condomini al freddo
di Camilla Mozzetti
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Sabato 3 Dicembre 2022, 07:21 - Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre, 11:49

«Non potendo provvedere al saldo delle forniture passate la conseguenza porterà alla disattivazione dell'impianto di riscaldamento». È scritto in grassetto e sottolineato il passaggio della missiva che uno dei tanti amministratori di condominio ha mandato ai residenti di un comprensorio di Marconi. La lettera segue l'ultima assemblea del 21 novembre dalla quale, per questo agglomerato che si compone di otto palazzine e più di 300 famiglie, è emerso un debito monstre sulle forniture pregresse. Ben 150 mila euro a fronte dei quali o si rientra immediatamente, oppure la società erogatrice del gas chiuderà i rubinetti. La strada sembra segnata: «il servizio è già sospeso», lamentano alcuni condomini.

Nei giorni dei rincari e dell'inverno ormai arrivato ecco che si palesano i primi effetti sui famosi conguagli mai sanati. Molti residenti di via Enrico Fermi - dove si è verificato uno dei casi - accusano invece l'amministratore di non aver gestito bene e nel modo corretto le rate da tutti i residenti pagate negli anni passati. Tante le famiglie che, comunque, con anziani e figli piccoli, sono al gelo. E il problema, gioco forza, interessa a raggiera soprattutto quei condomini grandi che si compongono di numerosissimi appartamenti e dove non tutti i residenti negli anni sono stati regolari nei pagamenti delle rate o dove gli amministratori non hanno svolto, secondo i condomini, il loro lavoro nel modo corretto. Tant'è che in più di un'occasione già si sono svolte numerose assemblee per eleggere un nuovo rappresentante. I debiti, comunque, stanno facendo implodere la situazione con decine di realtà rimaste al freddo.

I DEBITI
A Baldo degli Ubaldi un altro condominio con più di 200 appartamenti è senza riscaldamento. In questo caso è stato accertato che i debiti pregressi di alcuni condomini hanno portato allo stop, ricaduto poi naturalmente anche su chi è sempre stato in regola considerato che si tratta di un impianto centralizzato e non autonomo. Ma c'è anche dell'altro: a Monteverde Vecchio un condominio di soli 18 appartamenti che era moroso per «circa 6 mila euro - spiega l'amministratore - ha subìto il blocco dell'impianto. Prima che arrivasse la stagione invernale, di fatto sono stati apposti i sigilli. Siamo rientrati degli ammanchi ma siamo stati costretti a cancellare il contratto e rifarne un altro con il risultato che ad oggi i tecnici devono ancora arrivare a togliere i sigilli». Quindi oltre a coloro che non pagano vecchi ammanchi ci sono pure quelli che, rientrati dei debiti, restano al freddo. Ieri nella Capitale, complice anche il maltempo, la temperatura esterna non ha superato gli undici gradi. «Purtroppo chi non è riuscito a pagare i conguagli degli scorsi anni si trova in questa situazione - commenta Rossana De Angelis, presidente dell'Anaci, l'Associazione nazionale condomini di Roma di fatto il blocco interessa almeno cinque condomini ogni 100». Le criticità aumenteranno in vista dei rincari assicurati e delle nuove rate da pagare che già sono lievitate. «Dal primo dicembre chi ha potuto ha acceso, ma nei casi in cui il servizio non è stato staccato e si è optato per un piano di rientro questo dovrà essere sommato alle nuove bollette. Ricordo a tutti i cittadini che gli amministratori sono tenuti a esibire i conti e che è nel loro potere indire le assemblee», anche per sfiduciare l'attuale amministratore e provvedere con una nuova elezione.
 

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