Influenza, vaccini finiti nel Lazio: prenotazioni cancellate, medici di base hanno esaurito le scorte

I medici di base: "Le prossime consegne solo a fine mese"

Influenza, vaccini finiti nel Lazio: prenotazioni cancellate, medici di base hanno esaurito le scorte
di Flaminia Savelli
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Lunedì 14 Novembre 2022, 00:19 - Ultimo aggiornamento: 15 Novembre, 15:25

Scorte terminate e ordini che slittano alla fine del mese. La campagna antinfluenzale del Lazio è a rischio. L’allarme arriva dai medici di base che dallo scorso lunedì hanno esaurito le fiale. Costretti a cancellare le prenotazioni “a data da destinarsi”. Le richieste con i nuovi ordini sono state già inoltrate alla Regione Lazio che sta provvedendo con i prossimi carichi. I tempi di attesa però rischiano di allungarsi fino alla fine del mese di novembre. E potrebbe essere troppo tardi perché siamo già nel pieno dell’ondata influenzale. «Le segnalazioni sono state inoltrate dallo scorso lunedì, 7 novembre, quando i dottori hanno terminato il primo lotto consegnato a settembre. La Regione ci ha assicurato che il nuovo ordine è in corso e che al più presto saranno spedite le prossime scorte» annuncia Antonio Magi, presidente dell’ordine dei Medici del Lazio. 

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LA CAMPAGNA VACCINALE

Era partita lo scorso 10 ottobre la campagna antinfluenzale del Lazio. Con l’ordine, ad agosto, di 1,2 milioni di dosi destinate ai medici di famiglia e alle farmacie. Una scorta di 400 mila fiale in più rispetto all’anno precedente. Una contromisura adottata anche per contenere l’impennata di malati e ricoverati negli ospedali. Con il timore di un’altra ondata di pazienti Covid. Invece nelle Asl Roma 1 e 3, proprio le più popolose e quindi con più richieste, sono terminate: «Non solo sono terminate ma alla prima consegna ne sono arrivate la metà» denuncia Michele Lepore medico con 1.600 mutuati sparsi tra il Tufello, Monte Sacro e Vigne Nuove. È stato tra i primi camici bianchi a segnalare, subito alla farmacia dell’ospedale che assicura le consegne e quindi agli uffici della Regione Lazio, che il frigorifero dello studio era ormai vuoto. «Sono preoccupato, così come i colleghi, di non rientrare nei tempi prestabiliti. Per la campagna vaccinale è determinate somministrare il siero in anticipo rispetto all’ondata influenzale - spiega il dottor Lepore - le scorte sono finite anche perché ne hanno consegnate, in alcuni casi come nel mio studio, la metà. Sono stato costretto a cancellare le prenotazioni e a rimandare le sedute vaccinali senza però poter dare indicazioni precise ai pazienti preoccupati e in attesa» conclude il medico. 

I TEMPI 

E l’incognita ora è proprio sulla riprogrammazione. Perché, almeno per il momento, non c’è certezza sulla prossima data di consegna. «Dagli uffici regionali - sottolinea Lepore - mi hanno rassicurato che entro la fine del mese di novembre arriveranno le prossime dosi. Ma senza una data certa non è possibile programmare un nuovo calendario di appuntamenti che, di questo passo, potrebbe comunque finire a dicembre inoltrato. Troppo tardi perché la campagna sia efficace ed è invece l’obiettivo principale per evitare un’impennata di malati». 
Il rischio dunque, nelle prossime settimane, è che i malati con febbre alta possano affollare i pronto soccorso degli ospedali della Capitale che tra positivi al Covid e carenza di personale medico, sono in costante difficoltà con una cronica carenza di posti letto.

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