Expo Roma, così cambierà Tor Vergata: un “villaggio” di palazzine vicino all’Ateneo

Presentato ieri al Bie il progetto che punta a trasformare i 210 ettari del quartiere

Expo Roma, così cambierà Tor Vergata: un villaggio di palazzine vicino all Ateneo
di Francesco Pacifico
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Mercoledì 30 Novembre 2022, 06:47 - Ultimo aggiornamento: 07:07

Nel Villaggio le palazzine per accogliere i rappresentanti dei 150 paesi diventeranno centri di ricerca all'avanguardia. Su un lungo bulevard che taglierà in due Tor Vergata saranno costruiti tutti i padiglioni dell'Esposizione universale. E saranno realizzati con materiali riciclabili, per essere poi smontati e rimontati alla fine della manifestazione in altre parti della Capitale dove servono scuole o palestre. Eppoi c'è la collina verde che da questa parte di Roma Est va verso i Castelli: qui nasceranno quattro parchi tematici (agricoltura, energia, acqua e storia passata e futura) da lasciare in eredità agli abitanti della zona. Soltanto l'anno prossimo si saprà se l'Expo 2030 si terrà a Roma, intanto ieri a Parigi il sindaco Roberto Gualtieri, il presidente del comitato organizzatore, Giampiero Massolo, e il capo del pool di architetti, Matteo Gatto, hanno consegnato al Bie (Bureau international des Exposition) il masterplan, il progetto definitivo su come la Città eterna trasformerà i 210 ettari di Tor Vergata per ospitare l'evento.

Valore complessivo, compresi gli investimenti privati, circa 8 miliardi di euro, con un decimo di questa cifra destinata alle strutture. Il sindaco ha parlato di «progetto fortemente radicato in città». Alcune immagini dei rendering delle opere sono state inserite nei video di presentazione proiettati ieri, in attesa di una illustrazione più ampia e in 3D del piano, che comprende interventi anche a Ostia e sulle sponde del Tevere. Il masterplan, redatto con la collaborazione dell'archistar Carlo Ratti, è diviso in tre parti. La prima, quella urbana e collocata nel settore a sinistra di Tor Vergata, riguarda il Villaggio: qui sorgeranno le palazzine con un'altezza massima di 5 piani per gli alloggi alle delegazioni dei 150 Paesi, da costruire non lontane dall'attuale rettorato dell'università di Tor Vergata e dal Campus biomedico. Alla fine dell'esposizione queste strutture diventeranno residenze per gli studenti, centri di ricerca e opifici per incubatori, startup e spin off collegati con il sistema degli atenei romani. Sempre in questa porzione c'è la Vela di Calatrava: quella già innalzata sarà trasformata in un padiglione tematico - denominato Alt together - che racconterà come nel prossimo futuro potranno e dovranno convivere all'insegna dell'ecosostenibilità i 9 miliardi di abitanti della Terra. Sarà completata poi l'altra Vela sempre progettata dall'archistar spagnolo, che invece ospiterà un'arena all'aperto e dopo il 2030 vedrà la nascita di un palazzetto multiuso per il nuoto, il basket, la pallavolo o i concerti.

ENERGIA VERDE

Quest'area sarà interamente cablata con il 5G e con una rete elettrica grid, alimentata da una serie di pannelli fotovoltaici a forma di ombrello, capaci di generare una potenza di 35mila watt e dare energia a 45mila persone. Sulle pendici della collina che guarda i Castelli romani, la cosiddetta parte destra del masterplan sarà interamente green. In quello che è già Agro romano sorgeranno quattro parchi tematici: uno per l'agricoltura sperimentale con tutte le culture innovative, quello per l'energia con le applicazioni high tech per la produzione sostenibile di elettricità, quello per l'acqua con vasche e canali, infine quello dedicato alla storia passata e futura di Roma che ingloberà anche la villa romana di Passo Lombardo, i cui scavi finiranno prima del 2030. I padiglioni saranno costruiti su un lungo bulevard che dividerà in due l'area: ai 150 Paesi verrà chiesto sia di realizzarli con materiali riciclati sia di smontarli e di regalarli alle periferie della Capitale dove mancano servizi. Sempre nel piano presentato ieri a Parigi sono previsti tre padiglioni da collocare in altre zone di Roma: il cosiddetto Teaser Pavillon che sorgerà di fronte il Colosseo - la porta di Expo 2030 - e avrà la forma di un arco e altri due nelle piazze delle stazioni Termini e Tiburtina. Sul fronte della logistica, si arriverà a Tor Vergata o con la metro C - è previsto uno sfioccamento da Torre Angela - e con la tramvia che nascerà dalla riqualificazione dell'attuale trenino Roma Giardinetti.

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