Rocca di Papa, la figlia dell'ex rugbista Birindelli: «Le ceneri di mio padre bloccate da 3 settimane per colpa della burocrazia»

«Non le fanno spargere senza la presenza di un’impiegata comunale che però ha l’auto dal meccanico»

Rocca di Papa, la figlia dell'ex rugbista Birindelli: «Le ceneri di mio padre bloccate da 3 settimane per colpa della burocrazia»
di Tiziano Pompili
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Mercoledì 7 Dicembre 2022, 22:33

«Da quasi tre settimane le ceneri di mio padre sono “ostaggio” del Comune di Rocca di Papa». Una cittadina di Grottaferrata, Francesca Birindelli, racconta la storia paradossale che ha coinvolto suo papà, noto ex atleta e dirigente del Rugby Frascati scomparso lo scorso 13 novembre all’età di 82 anni.

IL RACCONTO

«Mio padre, esattamente come mia mamma, aveva espresso il desiderio di essere cremato - spiega Francesca -, ma aveva anche manifestato la volontà che le sue ceneri fossero sparse nei boschi visto che lui aveva fatto parte negli ultimi anni di un gruppo di “camminatori” che frequentava i sentieri di diversi comuni dei Castelli Romani, tra cui Rocca di Papa. L’agenzia funebre che ha curato il funerale di mio papà ci aveva prospettato tre possibili soluzioni: quella di spargere le ceneri in un’area specifica del cimitero di Grottaferrata; quella di gettarle nel mare ad Ostia in uno spazio dedicato oppure quella di disperderle nella zona della Loggetta a Rocca di Papa, in località Monte Cavo e nelle vicinanze della via Sacra, che spesso mio papà frequentava durante le sue passeggiate. Quest’ultima ci è sembrata la soluzione più idonea e così abbiamo dato l’ok all’agenzia che ha espletato tutte le pratiche burocratiche presso il Comune di Rocca di Papa, pagando la somma di circa 150 euro più le marche da bollo per il servizio dello spargimento».

RABBIA E TRISTEZZA

L’urna di Roberto Birindelli arriva nel comune rocchiggiano lo scorso 17 novembre e, dopo quattro giorni, alla figlia Francesca confermano che è stata data l’autorizzazione della sindaca, necessaria per questo genere di operazioni. «Ma è a quel punto che nasce l’intoppo - racconta Francesca -: succede che una dipendente comunale, tra l’altro estremamente cortese, ci comunica che la funzionaria, che per legge deve accompagnarci allo spargimento delle ceneri, è priva dell’automobile personale che è in riparazione da un meccanico. Non ho mai inviato una richiesta scritta per risolvere il problema, ma quando abbiamo avuto l’ok allo spargimento ho telefonato quotidianamente al Comune di Rocca di Papa per capire le tempistiche di questa operazione e puntualmente mi veniva data la stessa risposta: se la funzionaria non recupera l’auto dal meccanico, non si può procedere allo spargimento. Ho provato a offrirmi di accompagnare la funzionaria con la mia macchina, ma mi è stato risposto che “per motivi di sicurezza” non è possibile. Allora ho chiesto se fosse possibile fare accompagnare la funzionaria con un’auto della polizia locale o magari anche della forestale, ma anche in questo caso mi è stato risposto di no. Nell’ultima telefonata che ho fatto martedì scorso mi è stato detto che forse la prossima settimana la signora rientrerà in possesso della sua auto e così si potrà procedere allo spargimento delle ceneri di mio padre. Sinceramente mi sono sentita un po’ presa in giro durante questi giorni e mi fa tristezza e rabbia pensare che mio padre sia fermo al cimitero di Rocca di Papa senza che possa essere esaudito il suo ultimo desiderio. I problemi burocratici non hanno rispetto nemmeno del dolore...».

BUROCRAZIA

Una vicenda davvero particolare che evidenzia una volta di più alcune lungaggini tipiche della burocrazia italiana: nel caso specifico il commissariamento del Comune di Rocca di Papa (iniziato lo scorso 30 novembre in seguito alla caduta della giunta) ha ulteriormente rallentato un’operazione che sembrerebbe di prassi e ha allungato l’attesa della famiglia Birindelli. 

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