Roma, massacra di botte la moglie anche con la bimba di 3 anni in braccio: la donna fugge di notte e chiede aiuto alla polizia

Per il marito violento il divieto di avvicinamento e braccialetto elettronico

Roma, massacra di botte la moglie anche con la bimba di 3 anni in braccio: la donna fugge di notte e chiude aiuto alla polizia
di Elena Ceravolo
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Mercoledì 7 Dicembre 2022, 08:10 - Ultimo aggiornamento: 16:57

Le botte del compagno arrivavano anche quando aveva la figlia piccola in braccio, una bimba che di fronte ad urla e insulti correva a nascondersi e cantava per non sentirli. Particolari choc di tre anni di convivenza da incubo per una trentaseienne: presa per i capelli con il viso stretto tra le mani e buttata fuori, colpita al naso dal lancio di un aspirapolvere, insultata con volgarità di ogni tipo e umiliata: «Sei un cane, non meriti di stare in casa e non meriti nemmeno di avere le chiavi». Per l'uomo, un quarantaduenne di Guidonia, il gip del tribunale di Tivoli, su richiesta della procura, ora ha fatto scattare la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle vittime e per questo è stata disposta l'applicazione del braccialetto elettronico in maniera da tracciare i suoi spostamenti. Un provvedimento arrivato dopo le indagini del commissariato di Tivoli, diretto da Paola Pentassuglia. In campo il pool anti-violenza: gli investigatori del team specializzato, coordinati dal sostituto commissario Davide Sinibaldi, hanno analizzato il caso e raccolto le prove che hanno portato al provvedimento.

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La vittima a fine ottobre scorso, in piena notte, aveva cercato rifugio al commissariato di San Basilio, in fuga disperata dopo l'ennesima aggressione. Agli agenti ha raccontato che il compagno l'aveva brutalmente picchiata, così come era già accaduto tante altre volte. I poliziotti l'hanno accolta e confortata ma lei, alla fine, per paura, non ha voluto sporgere denuncia. Il quadro allarmante, però, ha spinto la procura di Tivoli a disporre un approfondimento investigativo, affidandolo agli specialisti della polizia di largo D'Acquisto che hanno tracciato il quadro doloroso della vicenda. Da qui l'ordinanza di applicazione della misura cautelare arrivata nelle scorse ore. La descrizione di quanto era successo quella sera d'ottobre aveva, insomma, allarmato gli inquirenti: il litigio, l'aggressione verbale, i trucchi sbattuti a terra, i pantaloni strappati di dosso insieme al telefono perché tentava di chiamare il 112, la fuga in giardino, l'inseguimento e la caduta.

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Non poteva più sopportare, doveva parlare con qualcuno e ha scelto il commissariato, ma quando era arrivato il momento di formalizzare le denuncia non si era trovata pronta. Le indagini si sono svolte proprio nei giorni in cui, in occasione della Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne celebrata il 25 novembre, è stata avviata da parte della Polizia di Stato la campagna di prevenzione Questo non è amore 2022. Un evento che quest'anno ha visto, tra i protagonisti il commissariato di Tivoli: è stato l'unico in Italia chiamato come testimonial grazie al lavoro del pool anti-violenza che è diventato un modello nazionale in questo tipo di investigazioni. Il fiore all'occhiello della rete integrata, promossa e sviluppata negli ultimi anni dalla procura di Tivoli, diretta da Francesco Menditto, per mettere in collegamento operativo tutte le istituzioni che hanno un ruolo nel contrasto alla violenza di genere con l'obiettivo della prevenzione. Per questo in procura è a disposizione anche uno spazio di ascolto per le vittime portato avanti grazie ad un protocollo d'intesa con la Asl, gli avvocati (il Consiglio dell'Ordine e la Camera penale) e l'ordine degli psicologi.
 

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