Attraversamenti pericolosi, emergenza per 100 scuole a Roma: lavori in attesa da due anni

Nel 2023 un istituto su due ha registrato almeno uno studente ferito. Dei 110 progetti previsti, solo una decina è arrivata alla fase sperimentale

Attraversamenti pericolosi, emergenza per 100 scuole a Roma: lavori in attesa da due anni
di Chiara Adinolfi
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Mercoledì 22 Maggio 2024, 08:02 - Ultimo aggiornamento: 24 Maggio, 08:49

A Roma una scuola su due ha registrato almeno uno studente ferito in uno scontro stradale nel 2023. Il dato, che emerge dal rapporto Aci-Istat sugli incidenti stradali, non è una novità per gli studenti che ogni giorno, all’entrata e all’uscita da scuola devono affrontare incroci pericolosi o strade a scorrimento veloce. Oggi nella Capitale ce ne sono 100 di certificati. Nell’estate 2022, infatti, la Giunta Capitolina si è impegnata a realizzare il progetto ‘Strade Scolastiche’, individuando 110 luoghi in prossimità di istituti scolastici. Ma dopo due anni non è successo quasi nulla: ad oggi, solo 10 progetti sono arrivati alla fase sperimentale.

Tra le strade scolastiche già chiuse ci sono: via Col di Lana; via Cassiodoro; via Guicciardini; Corcolle (scuola Settimia Spizzichino); via Caterina Segurana; via Trionfale (scuola Nazario Sauro); via del Podere Trieste e via Andrea Verga. Oltre a Via delle Puglie e Via Bixio, due pedonalizzazioni già realizzate in precedenza. Ancora poche. Nel 2023, intanto, è stata approvata una Memoria e istituito un Tavolo di Coordinamento per rendere le strade intorno alle scuole più sicure. L’obiettivo del Comune è realizzare altre 10 strade scolastiche entro settembre, mentre 8 sono in fase di valutazione.

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IL PROGETTO

Il progetto delle strade scolastiche si basa su due principi: promuovere la mobilità sostenibile e ridurre il rischio di incidenti, da realizzare o con la pedonalizzazione della strada, o con l’allargamento dei marciapiedi, o con il limite dei 30 km/h. A promuovere le ‘strade scolastiche’ o ‘Streets for Kids, come sono chiamate in tutta Europa, è Clean City, una coalizione di più di 70 ong, e associazioni ambientaliste impegnate per la riduzione delle emissioni.

Per Anna Becchi, referente europea della campagna, «anche grazie alle nostre mobilitazioni il Comune si è attivato, ma il problema è la risposta dei municipi: spetta a loro segnalare le strade pericolose e avviare la fase sperimentale. E questo crea molte differenze tra i quartieri. Il Municipio I, ad esempio, si è speso molto, altri hanno fatto poco o nulla”. Nel caso della pedonalizzazione, la fase sperimentale consiste nella chiusura della strada con transenne o fioriere. Poi, sempre i municipi devono presentare le proposte per passare alla fase 2: la chiusura definiva con una pavimentazione idonea. Ma la difficoltà di avviare i progetti, secondo Anna Becchi, non è solo amministrativa, e si scontra anche con il parare contrario di quella parte di cittadinanza che non vuole rinunciare all’auto. «Vari studi dimostrano che con le strade scolastiche la qualità della vita migliora tantissimo, ma come tutti i temi che riguardano la mobilità a Roma, le persone fanno fatica a cambiare abitudini». Per Becchi quindi il Comune è sulla strada giusta, «ma ancora troppo lento. In due anni a Parigi hanno realizzato circa 200 strade scolastiche, e Barcellona è sugli stessi numeri».

IL COMUNE

Per l’assessore alla mobilità di Roma, Eugenio Patanè, il problema è che «Non tutte le strade possono diventare scolastiche.

In alcuni casi ci sono funzioni di mobilità che vanno tutelate». E poi c’è il tema dei costi: per realizzare una strada scolastica non bastano le transenne, bisogna trasformarla in isola pedonale con alberi e panchine. Quello che è stato fatto a Via Puglie. Costo totale: 1, 5 mln di euro. A Via Bixio, passare alla fase 2 costerebbe 700mila euro. Ma la media degli interventi è di circa 500mila euro a progetto. Non possiamo farli tutti subito, ma spalmati su cinque anni, fose sì. L’obiettivo è arrivare alle 100 strade chiuse, almeno in fase sperimentale, entro la fine del mandato».

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