Roma, al Villaggio Olimpico la vita (impossibile) di una disabile: «Io, come in prigione»

L'odissea di Maria Grazia Barbieri, che abita in via Portogallo

Roma, al Villaggio Olimpico la vita (impossibile) di una disabile: «Io, come in prigione»
di Raffaele Marra
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Lunedì 5 Dicembre 2022, 11:40

Sabato scorso è stata la Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità istituita nel 1992 dall’ONU per sensibilizzare le persone sul tema della diversità e dei diritti inalienabili di ogni essere umano. Bene questo la signora Maria Grazia Barbieri che abita in via Portogallo 17 al Villaggio Olimpico nei pressi di Corso Francia non l’ha ancora visto. Urla il suo disagio da almeno 7 anni diventati troppi. «Spesso mi sento imprigionata mi ritrovo in strada e non riesco ad andare dove vanno tutti gli altri, qui al Villaggio Olimpico non c’è stata mai la sensibilità della II circoscrizione di fare scivoli sui marciapiedi per noi disabili, ho una stenosi del canale midollare e posso camminare poco e mi muovo con uno scooter elettrico per disabili». La signora Maria Grazia a 85 anni compiuti chiede solamente alla Polizia locale di Roma Capitale (richiesta già fatta lo scorso anno) e alle istituzioni del II municipio che vengano realizzati almeno 5 scivoli (anche se ne servirebbero molti di più) che le consentirebbero di condurre una vita normale: «Ho chiesto da anni di fare degli scivoli uno in Piazza della XVII Olimpiade alla fermata del Bus in corrispondenza del fabbricato di via Portogallo che serve i civici dispari dall’1 al 17, l’altro all’altezza di via Unione Sovietica 1, l’altro in via Olanda 12, un’altro in via Irlanda davanti alla Farmacia, e l’ultimo in viale Punturicchio angolo via Sacconi».

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Cinque scivoli che permetterebbero alla signora Maria Grazia e ai disabili come lei che abitano al Villaggi Olimpico di poter fare almeno in parte quello che noi facciamo con semplicità tutte i giorni: andare in farmacia, dal parrucchiere, in banca, al supermercato, dal tabaccaio, dal meccanico per riparare i guasti allo scooter elettrico, in erboristeria, dal dottore e a fare terapia in piscina (lei lo fa una volta a settimana e va all’ospedale Don Gnocchi vicino Ponte Milvio). E’ l’ennesimo grido di disperazione che un disabile fa alle istituzioni. Come Maria Grazia ce ne sono tanti, e qui nel quartiere popolare del Villaggio Olimpico (sono tutte case del comune) di scivoli se ne vedono pochissimi ma di cittadini con disabilità tanti.

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