Teatro Olimpico a Roma, “La dodicesima notte”: così Shakespeare gioca col travestitismo e parla di società

Lo spettacolo con Carlotta Proietti

Teatro Olimpico a Roma, La dodicesima notte : così Shakespeare gioca col travestitismo e parla di società
di Katia Ippaso
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Lunedì 24 Ottobre 2022, 09:39

È un momento delicato per la famiglia Proietti. Il 2 novembre del 2020 si spegneva il grande Gigi. Le figlie Carlotta (attrice) e Susanna (scenografa e costumista) assumevano l'eredità del Globe Theatre, il teatro che l'iconico attore e regista romano, letteralmente venerato dalla sua città, aveva creato nel 2003, su modello dell'originale londinese. Ma il 22 settembre scorso, a causa di una scala pericolante che ha ferito 12 adolescenti, il teatro di Villa Borghese è stato chiuso. Nicola Piovani, oggi direttore artistico del Globe, e le figlie di Proietti (responsabili della casa di produzione Politeama srl), hanno manifestato solo dolore e preoccupazione per i ragazzi coinvolti.
L'ACCOGLIENZA

A quel punto il vicino Teatro Olimpico si è offerto di accogliere gli spettacoli programmati al Globe che rischiavano di essere cancellati. Un gesto gentile di amicizia, che ha salvato anche le repliche de La dodicesima notte, uno degli spettacoli che Proietti aveva fortissimamente voluto, affidato alla regia di Loredana Scaramella, con Carlotta Proietti, 41 anni, impegnata nel ruolo della protagonista Olivia. Da domani fino al 30 ottobre lo spettacolo viene riprogrammato proprio al Teatro Olimpico. Per il pubblico romano si presenta quindi l'occasione di assistere a uno spettacolo vorticoso e divertente, ricco di colpi di scena e sfasamenti temporali. Ultima opera scritta in forma di commedia giocosa, La dodicesima notte si presenta come un caleidoscopio gioco di specchi che livella le classi sociali nel gioco del travestimento e nelle forme ibride dell'identità sessuale. «Il tempo è il vero protagonista e motore della commedia» dichiara Loredana Scaramella. «I personaggi di questa commedia hanno tutti fretta. Ce l'ha il Duca Orsino, che aspetta da troppo tempo che Olivia accolga le sue profferte d'amore. Ha fretta la naufraga Viola che, separata dalla tempesta dal gemello Sebastiano, aspetta con ansia il momento in cui potrà liberarsi del travestimento e ritornare donna sotto l'ala protettiva di un uomo potente e capace di amarla. Ha fretta Olivia, che dopo due lutti che l'hanno costretta alla solitudine vorrebbe conoscere un momento di vita e di gioia per i suoi ultimi anni di gioventù». Questo scorrere del tempo si incarna in una struttura simile a quella di un orologio rinascimentale, che si fa dirompente elemento scenico, calamitando il vorticoso traffico rumano.

Teatro Olimpico, piazza G. da Fabriano 17. Da domani (ore 20.30) fino al 30 ottobre
 

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