Romano Prodi: vita e politica diventano un docufilm

Venerdì 6 Dicembre 2019 di Lucilla Quaglia
Al Maxxi la sala è piena degli amici del Professore

Un numero che val bene un happening d’eccezione con gli amici del cuore. Al Maxxi si proietta “Ottanta! Riflessioni di Romano Prodi”: ed è subito pienone tra le poltroncine dell’auditorium del museo. Prima di entrare in sala il professore, per la prima volta nel complesso di via Guido Reni, puntualissimo, si fa scortare dalla padrona di casa Giovanna Melandri, in gonna folk su maglione dalle nuance viola, lungo un piccolo excursus di rassegne.

Tra cui la mostra, al terzo piano, dedicata al grande architetto Gio Ponti e ai suoi progetti. Visita strettamente personale. Con loro la moglie Flavia, citatissima nella pellicola, e Gianni Cuperlo. Poi si entra in auditorium.

«Sono commosso - commenta il protagonista - di essere qui con degli amici che mi stanno festeggiando. Non credo di meritarlo (scatta l’applauso) ma tutto ciò mi rende felice. Mi fa rivedere tante persone con cui ho lavorato. La mia vita è stata fortunatissima. E con questa lunga intervista formulo un invito ai giovani: che possano ritrovare la speranza per il loro futuro».

«Mi fa molto piacere - aggiunge Nene Grignaffini, uno dei due registi del documentario - incontrare le persone che abbiamo conosciuto nel corso di 25 anni di frequentazione con Prodi. Io e Francesco Conversano (l’altro cineasta autore dell’omaggio) siamo due documentaristi e giriamo il mondo descrivendo tante realtà. Quest’anno abbiamo pensato ad un regalo per il suo importante compleanno nella forma che conosciamo. Senza Flavia non l’avremmo mai convinto».

Applaudono Mariapia Garavaglia, Piero Badaloni, Corrado Augias, Paolo Cirino Pomicino e Franco Bernabè. Ecco Furio Colombo. Nicola Zingaretti conversa con Giovanni Minoli, in giacca militare, in compagnia della moglie Matilde Bernabei e della figlia Giulia. Prende posto Mariolina Sattanino, in sciarpa color prugna. Nelle prime file si riconoscono Giovanni Maria Flick e Anna Finocchiaro. Parte il documentario-intervista che ripercorre frammenti di vita di Prodi attraverso ricordi, riflessioni, ripensamenti.

Un dialogo che consente allo spettatore di addentrarsi, da una prospettiva inedita, in molte scene di vita pubblica (dalla Presidenza del Consiglio a quella della Commissione Europea) e privata (la casa delle vacanze, i maestri, il matrimonio, le amicizie). Il professore fa un viaggio nel tempo, mosso dalla consapevolezza di aver fatto parte di “una generazione fortunata”. Particolare rilievo assumono gli anni della formazione in cui maturano i valori più profondi. Quelli che lo porteranno a concepire l’insegnamento come missione, la professione di economista come impegno civile e la politica come passione. E a fine proiezione scatta ancora l’applauso.

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