Zaniolo, condannato a 5 anni e 6 mesi il ladro che rapinò la mamma Francesca Costa all'Eur

I fatti nel 2019. La donna era stata derubata del Rolex mentre era per strada

Zaniolo, condannato a 5 anni e 6 mesi il ladro che rapinò la mamma Francesca Costa all'Eur
di Michela Allegri
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Martedì 29 Novembre 2022, 22:50 - Ultimo aggiornamento: 23:05

Le si sono avvicinati in due, a bordo di una moto. L’hanno minacciata e spaventata e l’hanno costretta a consegnare tutto quello che aveva: un orologio Rolex, i soldi e le chiavi della macchina. Vittima della rapina, avvenuta nel 2019 nel quartiere Eur, Francesca Costa, stella dei social e madre di Nicolò Zaniolo, il giovane attaccante della Roma. Ieri uno dei rapinatori, Maurizio Gersole, l’unico che è stato identificato - e che è stato riconosciuto anche in aula dalla donna - è stato condannato a 5 anni e 6 mesi di reclusione.

I FATTI

I fatti risalgono al 23 maggio del 2019. In viale dell’Aeronautica, la Costa è stata avvicinata da due uomini che erano in moto. L’hanno minacciata e lei non ci ha pensato due volte: per salvarsi ha consegnato l’orologio, i contanti e anche le chiavi della macchina che, però, non le è stata rubata. Quando i rapinatori si sono allontanati la donna ha chiamato i carabinieri. «Ogni violenza, qualsiasi essa sia, priva un po’ la persona della propria libertà. Oggi mi sono sentita così. Ringrazio voi due che avete mostrato un coraggio da leoni con me. Spero almeno possiate essere orgogliosi di voi. E le vostri madri anche», aveva scritto la Costa su Instagram. E poco dopo era arrivato anche il commento del numero 22 della Roma: «Mia mamma per la seconda volta ringrazia chi si è permesso di rubare qualcosa che non gli appartiene. Troppo facile vedere una donna sola, minacciarla e di conseguenza derubarla delle sue cose… poi non lamentatevi».

 

 

I PRECEDENTI

Non era la prima volta che la Costa veniva rapinata: un mese prima le era stata rubata l’auto, una Mini Cooper, che a poche ore dal furto era stata restituita. «Volevo ringraziare e augurare buona Pasqua a chi questa notte sotto casa ha rubato la nostra auto», aveva denunciato la donna, che usava proprio quel veicolo per accompagnare il figlio agli allenamenti a Trigoria. Ma non è finita. Nel 2020, a distanza di un anno, la madre del calciatore aveva avuto un’altra brutta sorpresa: dei ladri avevano aperto la sua macchina - un Suv -, avevano smontato la carrozzeria interna, il volante e il computer di bordo. «Meno male che ci si ama, fosse il contrario mi dovrei far spiegare qualche passaggio. Buona giornata a voi che non perdete il vizio di farci delle gradite sorprese», aveva scritto lei su Instagram, pubblicando anche lo scatto dell’auto depredata.

 

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LA TESTIMONIANZA

La Costa era stata sentita in aula durante una delle ultime udienze. E aveva riconosciuto il rapinatore che è stato condannato ieri. «È stato lui!», aveva detto al giudice. «I ladri erano due, erano italiani, uno mi ha tenuto per la spalla e l’altro mi ha pestato il piede. Mi hanno tolto l’orologio, uno ha mi ha detto: stai zitta, altrimenti ti sparo», aveva detto la donna in precedenza, ripercorrendo davanti ai magistrati i momenti della rapina. «Non mi sarei mai aspettata uno scippo in pieno giorno, in un posto trafficato - aveva aggiunto - Io poi non sono abituata a queste cose, a La Spezia non succedono, posso girare anche con un Rolex al polso. Mi avevano consigliato di uscire senza orologi di valore, ma non è giusto: se non posso mettermi ciò che voglio non mi sento di vivere libera. Anche se l’importante, in questi casi, è sopravvivere».

 

 

 

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