Theborderline, per lo youtuber Matteo Di Pietro chiesto giudizio immediato: uccise un bimbo di 5 anni con la sua Lamborghini

Nei confronti dell'indagato i pm di piazzale Clodio contestano il reato di omicidio stradale e lesioni. La richiesta è ora al vaglio dell'ufficio del gip

Theborderline, per lo youtuber Matteo Di Pietro chiesto giudizio immediato: uccise un bimbo di 5 anni con la sua Lamborghini
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Lunedì 4 Dicembre 2023, 18:44 - Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre, 14:37

La Procura di Roma ha chiesto il giudizio immediato per Matteo Di Pietro, il ventenne, legato al collettivo youtuber dei Theborderline, che il 14 giugno scorso era alla guida del suv Lamborghini, preso a noleggio, che travolse una Smart a Casal Palocco uccidendo un bimbo di cinque anni che era a bordo assieme alla madre e alla sorellina. Nei confronti dell'indagato i pm di piazzale Clodio contestano il reato di omicidio stradale e lesioni. La richiesta è ora al vaglio dell'ufficio del gip. 

L'incidente

I The Borderline viaggiavano sulla Lamborghini a oltre 140 chilometri all'ora.

Una velocità tre volte superiore al limite consentito su via di Macchia Saponara, cioè 50 chilometri all'ora. Quando hanno visto la Smart ForFour su cui viaggiava il bambino di 5 anni che ha perso la vita, gli youtuber hanno provato a frenare per evitare l'impatto. Lo schianto è avvenuto quando il contachilometri dell'auto sportiva segnava ancora 90 chilometri orari. Questa è stata la velocità d'impatto, secondo l'ingegnere Lucio Pinchera, il consulente nominato dagli inquirenti.

Il perito ha evidenziato che Matteo Di Pietro, il ragazzo che era al volante della Lamborghini, ha fatto di tutto per evitare l'impatto e, grazie alle caratteristiche dell'auto sportiva, è riuscito a dimezzare praticamente la velocità al momento dell'incidente. Ma quei 140 chilometri all'ora erano davvero troppi per rendere innocuo lo scontro. E infatti un bimbo di 5 anni ha perso la vita e per questo Di Pietro è accusato di omicidio stradale.

La sfida social

A bordo del Suv erano presenti altre quattro persone che stavano effettuando riprese con il cellulare per una sfida social. Il ventenne aveva preso a noleggio il potente Suv con «l'unico ed evidente fine - scriveva il gip nell'ordinanza - di impressionare e catturare l'attenzione di giovani visitatori del web per aumentare i guadagni della pubblicità, a scapito della sicurezza e della responsabilità e di conseguenza a procedere ad una velocità superiore ai limiti indicati. Tanto più che alcuni dei passeggeri presenti all'interno della Lamborghini avevano più volte invitato a ridurre la velocità che percepivano eccessiva rispetto al limite dei 50 km/h». La richiesta di giudizio immediato è arrivata a poche settimane dal deposito di una maxi consulenza che era stata disposta dalla Procura. Negli atti dell'indagine viene ricostruita la dinamica di quanto avvenuto. Secondo i dati del Gps «il Suv al momento di imboccare via di Macchia Saponara alle ore 15:38, si fermava. Dopo avere imboccato la via riprendeva velocità raggiungendo in soli 14 secondi la velocità di 124 chilometri orari immediatamente prima dell'impatto. L'assenza di tracce di frenata - si legge nei documenti - dimostra verosimilmente che la decelerazione improvvisa e rapidissima è stata conseguenza dell'avvistamento dell'auto in prossimità del punto in cui si è verificato l'incidente».

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