Roma, brucia la casa del'ex ma uccide un amico: condannata a 21 anni

Abdus Salam, l'operaio bengalese di cinquant'anni, nel giugno del 2019 era stato travolto dal fuoco nel seminterrato di un palazzo di otto piani

Roma, brucia la casa del'ex ma uccide un amico: condannata a 21 anni
di Michela Allegri
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Martedì 29 Novembre 2022, 08:26 - Ultimo aggiornamento: 08:27

Aveva ucciso l'uomo sbagliato e ora è stata condannata a 24 anni di reclusione. Voleva vendicarsi dell'ex fidanzato, così aveva dato fuoco alla sua casa, ma lui si era salvato: a morire tra le fiamme mentre dormiva era stato il coinquilino. Abdus Salam, l'operaio bengalese di cinquant'anni che nel giugno del 2019 era stato travolto dal fuoco nel seminterrato di un palazzo di otto piani vicino a viale Marconi, era deceduto dopo tre mesi di agonia in ospedale. E ieri Nasrin Akter, la donna che ha appiccato il rogo, è stata condannata nell'aula bunker di Rebibbia con l'accusa di omicidio volontario premeditato, dopo una camera di consiglio durata più di 6 ore. Il pubblico ministero Antonio Verdi titolare del fascicolo, aveva chiesto per lei 24 anni di carcere.

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L'AGGUATO
Nella notte del 5 giugno di 3 anni fa, la Akter si era introdotta nell'appartamento della vittima, in via Antonino Lo Surdo, zona Marconi, con una tanica di benzina in mano. Aveva bruciato tutto quanto. L'ex convivente della donna, bersaglio del folle desiderio di vendetta, era uscito dal rogo indenne, mentre uno dei suoi tre coinquilini aveva riportato ferite gravissime, a causa delle quali era morto dopo tre mesi di ricovero in ospedale. A incastrare la Akter, i filmati delle telecamere di sorveglianza posizionate all'ingresso del palazzo: avevano immortalato una persona vestita di nero e con il viso coperto mentre entrava nel palazzo con una tanica in mano. Gli stessi abiti, per l'accusa, erano stati trovati a casa dell'imputata, insieme alle chiavi della casa dell'ex. L'accusa di omicidio è aggravata dal fatto di avere agito «in orario notturno - si legge nel capo di imputazione - e approfittano del fatto che gli inquilini stessero dormendo». Salam non era riuscito a fuggire in tempo: le fiamme avevano divorato il suo letto mentre era addormentato. Aveva riportato ustioni gravissime, di secondo e di terzo grado. Era morto il 10 settembre 2019 dopo un ricovero nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Sant'Eugenio.


L'INCENDIO
L'incendio aveva completamente distrutto l'appartamento e aveva rischiato di fare altre vittime. Le cinquanta famiglie che abitavano nel palazzo erano state fatte sgomberate, ma alcuni condomini erano rimasti intossicati. Una ragazza era anche finita in ospedale.

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