Le Ville di Tivoli si "rifanno" il look: nuovo logo, sito web e immagine per il patrimonio Unesco

Le Ville di Tivoli si "rifanno" il look: nuovo logo, sito web e immagine per il patrimonio Unesco
di Laura Larcan
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Lunedì 8 Ottobre 2018, 13:22

Le "ville" di Tivoli si rifanno il look. Una sorta di nuovo biglietto da visita, che parte proprio dall'idea di un "logo" nuovo di zecca che sappia dare un'identità precisa e solida ad un vastissimo patrimonio monumentale. Il polo tiburtino di Villa Adriana e Villa d’Este, promosso all'autonomia gestionale dalla riforma dei beni culturali, e guidato dal 2017 con tenacia e inventiva da Andrea Bruciati, punta alla "rinascita" anche attraverso l'immagine. Tant'è che nella cornice del Collegio Romano ha svelato il suo nuovo logo, "Villae", significativo della propria nuova identità visiva e culturale. Semplice, elegante, minimale, ma efficace. Un'iniziativa strategica, per l'istituzione autonoma tiburtina, che gioca d'anticipo, rispetto a molte altre realtà culturali. 

Il nuovo segno. L'operazione è stata subito posta tra le priorità da parte del direttore Bruciati, convinto dell'urgenza di
«unificare i diversi siti che costituiscono l’Istituto, riconducendoli ad unità nel segno di uno dei tratti caratterizzanti del territorio su cui insistono, ovvero la bellezza e l’amenità dei luoghi che ha fatto di Tivoli meta di soggiorno e di piacevole ozio sin dall’antichità». 

Il passato. «I monumenti del nostro Istituto - spiega Bruciati - hanno avuto sinora storie istituzionali diverse, pur essendo espressione del medesimo territorio ed humus culturale. Il nuovo logo esprime nel tratto, estremamente sobrio, queste caratteristiche e questi legami, riassumendo un paziente lavoro di backstage che riguarda la promozione culturale, il rapporto con la città di Tivoli e la stessa rappresentazione e caratterizzazione dell’Istituto al di fuori del territorio di appartenenza».

La tutela dell'immagine e il nuovo sito web. «Secondariamente ci si è sforzati di costruire e tutelare la propria immagine web e social, investendo, attraverso un sito trasparente ed elegante, nella valorizzazione del proprio patrimonio e della propria idea di patrimonio. Non si tratta di una forma nuova per contenuti vecchi, ma di un profondo ripensamento della comunicazione, funzionale al fermento, in termini di progettualità, che anima l’Istituto dall’interno».

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