Roma, nuove luci sui Fori Imperiali: la Storia si colora

Mercoledì 20 Aprile 2016 di Laura Larcan


La luce che scolpisce la storia. Lo spettacolo notturno a volo d'uccello sulla valle del Foro romano è come un quadro caravaggesco, dove l'oscurità fitta che avvolge il panorama viene trafitta all'improvviso da colpi di bagliori pulsanti. La prova generale, ieri sera, della nuova illuminazione del Foro romano, cuore della Roma delle origini in consegna alla Soprintendenza archeologica di Roma, ha offerto un gioco di luci all'altezza del sito. Nessun faro da stadio, nessuna esuberanza teatrale, ma una fine esaltazione attraverso i dettagli architettonici dei monumenti che rendono questo luogo unico al mondo. Dove la tecnologia di ultima generazione si allea con l'archeologia per sedurre lo spettatore. Il segreto sta tutto nelle 450 luci a led, che disegnano un percorso mozzafiato lungo la Via Sacra, con deviazioni scelte ad arte, per raccontare in modo nuovo una ventina di monumenti, e offrendo anche un ingresso privilegiato a Santa Maria Antiqua. Un progetto ideato e allestito dai tecnici di Acea, in stretta sinergia con gli architetti della Soprintendenza. Torna ad accendersi, dunque, il Foro romano, dopo un primo esperimento nel 1997, replicato nel 2010, per debuttare ora con la nuova tecnologia a led. Ed è con questa formula che da venerdì inaugureranno le visite notturne del Foro romano, aperture straordinarie con visite guidate in italiano e in inglese fino al 28 ottobre (ogni venerdì con prenotazione obbligatoria, dalle 20 a mezzanotte, al costo di 20 euro, ridotto 18). Difficile resistere alla suggestione che offre questo viaggio di notte nella storia. I monumenti si svelano per dettagli. Quei dettagli che forse di giorno, inondati da luci zenitali, dall'afa solare, dal tourbillon dei flussi turistici, si perdono.

TEMPLI E FONTANE
Il Tempio di Antonino e Faustina sembrano animarsi di una forza espressiva nuova. Il candore lattiginoso delle luci fredde scolpisce le possenti colonne e la trabeazione, mentre una luminosità calda esalta la parete in mattoni della chiesa di San Lorenzo in Miranda. L'effetto è quasi tridimensionale. I marmi della Basilica Emilia, fasciati di luce, evocano il ritmo titanico delle sue dimensioni originarie. Un picco di vertigine lo regalano le tre colonne del Tempio dei Dioscuri, colossi di un bianco cangiante che emergono dalla penombra come spettri. E la grazia della Casa delle Vestali ora si apprezza ancora di più, con le luci che fanno brillare l'acqua delle fontane e che abbracciano le lunghe vesti del corteo di statue. «Questa può essere la volta buona che illuminiamo il Foro romano e lo lasciamo illuminato». Il Soprintendente archeologico Francesco Prosperetti vuole guardare avanti. «Il vero motivo per cui questi impianti si sono sempre allestiti in passato e poi sospesi era il costo proibitivo delle manutenzioni e accensioni». La tecnologia di Acea ora aiuta: «La nostra speranza è di inaugurare un'illuminazione sostenibile del Foro e che possa diventare permanente, non solo per la stagione estiva ma anche oltre». «Il progetto di Acea ha riutilizzato gli impianti già allestiti negli anni precedenti - spiega Prosperetti - ma ha cambiato la tecnologia, i corpi luminosi e la filosofia da light designer». Le 450 luci a led non proiettano fasci di luce, ma generano punti espansi di colore, dal bianco-oro al bianco morbido, che esaltano le forme architettoniche (con una potenza da 7 fino a 80 watt). E Prosperetti pensa anche al futuro. «Per il Natale di Roma 2017 vorrei illuminare anche il Palatino e aprirlo alle visite notturne». Senza disturbare il riposo degli imperatori.
 

Ultimo aggiornamento: 21 Aprile, 21:26

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