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Scandalo a Roma, multe annullate ai vip: indagati altri vigili

Scandalo a Roma, multe annullate ai vip: indagati altri vigili
di Adelaide Pierucci
3 Minuti di Lettura
Venerdì 3 Gennaio 2014, 11:07 - Ultimo aggiornamento: 4 Gennaio, 14:42
C'era un sistema consolidato, e diffuso, nel Palazzone di Via Ostiense per cancellare le multe ai privilegiati. E lo scandalo ora rischia di travolgere l'intero Dipartimento delle Risorse economiche di Roma Capitale a cui fanno capo l'Ufficio Contravvenzioni e l'Ufficio Notifiche. A breve, infatti, potrebbero salire a cinque gli indagati per lo scandalo delle multe cancellate a vip, raccomandati o personaggi vicini al mondo politico, ma anche a chi era pronto a contraccambiare con favori o soldi. Mentre la Procura di Roma si appresta alla chiusura dell'inchiesta per il vigile urbano addetto alle Notifiche Manuali, Enrico Riccardi, indagato in questo filone d’inchiesta, altri due colleghi del suo ufficio rischiano di finire iscritti nel registro degli indagati e per lo stesso reato: falso ideologico mediante soppressione di atti pubblici. Le multe, appunto. I due, entrambi dipendenti del Dipartimento delle Risorse Economiche di Roma Capitale, come gli altri in servizio negli uffici di via Ostiense, si sarebbero anche loro attivati per far sparire multe e archiviare ricorsi. In questo caso anche in favore di amici, parenti o di chi era disposto a fornire in cambio «altre utilità». Si aprirà invece a fine gennaio il processo a carico di Angelo Vitali, vicedirettore del dipartimento e funzionario della Polizia Roma Capitale, e Tiziana Diamanti, una dipendente, arrestati a maggio con l'accusa di aver fatto sparire migliaia di contravvenzioni ai vip.



LE CONTRAVVENZIONI

Il primo scossone nel Dipartimento era arrivato con gli arresti di Vitali e Diamanti. I pm Laura Condemi e Ilaria Calò, che avevano chiesto anche la misura cautelare, respinta dal gip, per Riccardi, hanno continuato a indagare e, scavando (l'indagine è stata delegata ai carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci, diretti dal colonnello Lorenzo Sabatino) hanno trovato altre anomalie. Chi ha pagato o peggio ha corrotto dipendenti e vigili per vedersi strappare le multe ora rischia di finire indagato con l'accusa di corruzione. Quindi il numero degli indagati potrebbe crescere ulteriormente.



Gli investigatori infatti sospettano che in decine di casi dietro all'apparente favore di strappare le multe, ci sia stato uno scambio di utilità e forse di soldi. Intanto è emerso che per cancellare una grossa fetta di contravvenzioni Riccardi e i suoi due colleghi avrebbero utilizzato copie di documenti intestati a persone invalide, del tutto ignare di quanto accadeva. Infine, vigili e dipendenti avrebbero organizzato anche «alcune operazioni illecite - come si legge in una informativa dei Carabinieri - finalizzate a propiziare l'annullamento di verbali per infrazioni al codice della strada mediante la presentazione di ricorsi che giustificano falsamente l'infrazione commessa con il trasporto di invalidi a bordo del mezzo sanzionato».
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