Via libera nei parchi/Le botticelle esiliate dal centro di Roma un gesto di civiltà

Mercoled├Č 16 Maggio 2018 di Paolo Graldi
Botticelle addio. Quasi addio. Addio al centro storico, questo sì. Con passo lento il Comune si appresta a dar corso alle promesse di due anni fa: via le carrozzelle dal traffico, dai rumori, dai fumi, dalla canicola e via libera in quattro parchi, per passeggiate nel verde, all’ombra. 

Una battaglia degli animalisti ma anche di tanti semplici cittadini guadagna un traguardo di civiltà, riconosce il diritto a questi meravigliosi animali ad un’esistenza decente, prende atto che di romantico nei giretti dentro le vecchie mura dal Pantheon al Colosseo, da Fontana di Trevi a Trinità dei Monti e via trottando infelicemente, non è rimasto più nulla ed anzi il costo della “corsa” ha fatto sovente gridare allo scandalo. Fino a 150 euro per i turisti più arrendevoli e abbindolabili. 

Ne sono rimaste una quarantina di carrozze, per lo più rattoppate alla meglio, comode come una panchina di travertino: i cocchieri, categoria piuttosto bellicosa e permalosa, dovranno far buon viso alla delibera in arrivo, potranno scegliere se accettare le nuove regole o se optare per una licenza di taxi e già una decina tra loro ha saltato il fosso dal cavallo ai cavalli motore. Non scompariranno, dunque, come forse era auspicabile anche per mancanza di appeal in tempi di due ruote elettriche e nessun rimpianto per quei poveri cavalli immortalati su qualche acquarello in vendita nei chioschi rimasti e in molti titoli di cronaca cittadina. 
E in qualche foto da brivido, quando cadevano, stramazzavano anzi, sopraffatti dalla fatica, dalle temperature insopportabili per chiunque, scene di stupida violenza verso esemplari disfatti dal traino di ottocento chili tra botticella e passeggeri. Su e giù per i colli, sporcando per inevitabile fisiologia, le strade: col sole diventano polvere maleodorante, un insulto insensato. 

Nella letteratura le passeggiate con l’ombrellino e il tichettìo degli zoccoli sui sampietrini hanno lasciato qualche traccia non indelebile e anche nella musica si può ricordare qualcosa di quel suadente ”Arrivederci Roma… Au revoir… si rivede a spasso in carrozzella e ripensa a quella “ciumachella” ch’era tanto bella e che gli ha detto sempre no”, e che la voce di Renato Rascel e poi di Lando Fiorini hanno disegnato un’epoca, trafitto milioni di cuori, riempito di sogni ristoranti e osterie allietati dai menestrelli.

Lo ha detto bene Franca Valeri, stella di prima grandezza del cinema e del teatro italiani, romanissima, che ha lanciato un appello su Il Messaggero per salvare i cavalli da botticella «con la testa un po’ consunta verso terra, chiusa in un vecchio paraocchi: Roma non ha più spazio, né ponentino, per una passeggiata in carrozza». Proprio per questo le proteste immancabili della categoria si circondano di fredda indifferenza, tanto più che il Comune ha immaginato di far entrare in corsa per le vie del centro storico botticelle elettriche, macchine dalla foggia stravagante, simil disneyland. Fine di una storia solo in altri tempi gloriosa e oggi macchiata da accuse e sospetti anche gravi: cavalli impiegati anche negli orari vietati (dalle 13 alle 17), sotto un caldo atroce e schiantante, costretti a mangiarsi salite interminabili, ben oltre le sei ore di impiego previste dal regolamento. 

Tutto questo, finalmente, finirà. Lasciamo intatti i ricordi, l’alone romantico che li accompagna, ma davvero voltiamo pagina, scendiamo dalle carrozzelle. Insomma, scoperto che per legge il servizio non è eliminabile ma solamente regolamentabile si prenderà la via dei parchi, certo meno attraenti della infinita sequenza di monumenti del centro storico e tuttavia indiscutibilmente più adatti al tempo d’oggi. Qualcuno si preoccupa del destino dei cavalli, in parte anziani, tutti spremuti e stanchi: una sana e meritata vita da pensionati, viene proposto e l’idea sembra realizzabile. Perché no, sarebbe un bel gesto a costi accessibili per l’amministrazione e il contributo di privati generosi. 
A caval donato…
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