Roma, bus a fuoco a via del Tritone, nuove indagini «Sos inascoltati per 2 anni»

Venerdì 7 Dicembre 2018 di Michela Allegri

Due anni di allarmi inascoltati e una nuova indagine: il mezzo andato a fuoco in via del Tritone lo scorso 8 maggio «era a rischio incendio dal 2016». Fino a pochi giorni prima dell'incidente, aveva «manifestato perdite di olio da vari gruppi meccanici» e, nelle schede di manutenzione che vanno dal 2016 fino al 24 marzo 2018, i tecnici avevano stilato con frequenza bimestrale «un lungo elenco di componenti da sostituire urgentemente». Emerge dalla consulenza tecnica disposta dalla procura di Roma, che ha deciso di effettuare nuove indagini sul mezzo divorato dalle fiamme a due passi dalla fontana di Trevi. È l'unico caso su cui i pm hanno scelto di fare approfondimenti: per gli altri incidenti - 8 in tutto - che si sono susseguiti nell'ultimo anno, il pm Mario Dovinola ha già avanzato richiesta di archiviazione. Il reato ipotizzato è l'incendio colposo e gli inquirenti disporranno nei prossimi giorni un'ulteriore consulenza tecnica. Nel mirino della Procura, le operazioni di revisione, collaudo e, soprattutto, manutenzione degli ultimi due anni. Il sospetto è che gli interventi siano stati svolti in modo inefficiente o, addirittura, non siano stati effettuati.

I REPORT
Nella consulenza dell'ingegnere Rodolfo Fugger, perito nominato dalla Procura, vengono elencati gli interventi annotati nel libretto di circolazione. Il mezzo è stato immatricolato nel 2004 e l'ultima revisione è del 10 novembre 2017. Nella scheda di manutenzione bimestrale del 12 gennaio 2016 non vengono segnalate anomalie, ma viene allegato «un lungo elenco di componenti da sostituire urgentemente». La stessa dicitura compare nella scheda successiva, del 10 marzo 2016. Ed è riportata, identica, ogni due mesi: il primo settembre 2016, il 10 ottobre, il 6 dicembre, il 16 marzo 2017, il 17 maggio, il 28 giugno, il 12 ottobre, il 23 gennaio 2018, il 14 marzo. Compare anche nell'ultimo report: il 28 aprile 2018, «10 giorni prima dell'incidente», sottolinea il perito. In questo lasso di tempo - emerge dagli atti - la vettura è stata sottoposta a interventi di «manutenzione correttiva», con la sostituzione di alcune componenti. Ora gli inquirenti vogliono verificare se le riparazioni siano state effettuate nel modo corretto. Emerge sempre dalla consulenza: dal 2016 al marzo 2018, si contano 13 riparazioni, 7 delle quali relative a perdite di olio. Il 5 settembre 2016, un problema all'impianto elettrico aveva già provocato «un principio d'incendio al cavo alternatore». Nel 2016, il collaudo annuale, effettuato il 17 ottobre, era stato «superato senza segnalazione di anomalie». Ma anche in questo caso i meccanici avevano allegato la solita lista di «componenti da sostituire urgentemente». La stessa cosa vale per l'ultimo collaudo, del 31 ottobre 2017.
 

L'INCENDIO
L'8 maggio la tragedia era stata evitata solo grazie alla prontezza di riflessi dell'autista. Alle 10,40 di mattina, il mezzo stava percorrendo via del Tritone, in direzione Largo Chigi. All'altezza di via della Stamperia, si era accesa una spia sul cruscotto: «Guasto regolazione motore». Il bus si era spento. Il conducente ha raccontato di avere sentito un forte odore di benzina e di avere fatto scendere i passeggeri. Aveva cercato di spegnere un principio d'incendio divampato nella parte posteriore del bus, senza riuscirci. Improvvisamente, il mezzo era stato investito completamente dalle fiamme. La vetrina di un negozio era andata in frantumi e una dipendente era rimasta lievemente ferita.
 

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