Roma, uccise un vicino durante una lite
di condominio: pena ridotta in Appello

Venerdì 12 Ottobre 2018
Riconoscimento del vizio parziale di mente, lieve riduzione della condanna, e tre anni di assegnazione in una struttura riabilitativa a pena espiata. È la sentenza con la quale la prima Corte d'assise d'appello di Roma ha valutato la posizione di Raimondo Grilletto, il 62enne di origini siciliane accusato di omicidio volontario premeditato per aver ucciso un condomino con una coltellata al cuore dopo una violenta lite. Grilletto è stato condannato in appello a 16 anni di reclusione, più tre anni di cura in un Rems; in primo grado gli erano stati inflitti 22 anni di carcere. Era il 18 maggio 2015 quando, in un palazzo di via Padre Damiano De Veuster alla periferia di Roma, Grilletto, già arrestato per omicidio nel 2001, secondo l'accusa accoltellò un vicino di casa, Ionel Bebereche, romeno di 48 anni. A quanto ricostruito, tra i due c'erano vecchi dissapori e frequenti discussioni per motivi di vicinato (c'era, tra l'altro, il problema di alcuni gatti di Grilletto che si contestava avessero creato problemi al piccolo orto della vittima). Quella sera, l'ennesima lite nell'androne del palazzo, il tentativo di fuga verso casa e le coltellate. A trovare Bebereche agonizzante sul pianerottolo di casa fu la moglie. Inutile la corsa in ambulanza; l'uomo morì poco dopo. Grilletto fu condannato a 22 anni di carcere.
In appello i giudici hanno disposto una perizia psichiatrica, il cui esito è stato quello di ritenere che l'uomo, affetto da disturbo di personalità e neurocognitivo, verosimilmente al momento del fatto versasse in condizioni tale da fare scemare grandemente, pur senza escluderla del tutto, la sua capacità d'intendere e volere. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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