ROMA

Trattati di Roma, il giorno più caldo: già bloccati 170 anarchici

Sabato 25 Marzo 2017 di Cristiana Mangani e Sara Menafra
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Un tranquillo week end di paura, quello che si sta preparando per la Capitale. La portata dell'evento è indicata non soltanto dall'importanza che ha la cerimonia per i sessant'anni dei Trattati europei, ma anche dall'enorme quantità di ospiti che sono arrivati sin dal pomeriggio di ieri, anticipati da motociclisti con sirene spiegate e lunghi serpentoni di auto. Parola d'ordine per i cittadini sarà dunque sparire, dileguarsi dalle zone dove è attesa la maggiore concentrazione di eventi e di situazioni a rischio.
 

 

I PROVVEDIMENTI
La macchina della sicurezza è partita da giorni, prima in maniera più discreta e silenziosa, ora in modo imponente. Pattugliamenti ai caselli di entrata, monitoraggi lungo tutti i percorsi seguiti dai manifestanti che arrivano da ogni parte di Italia. Ieri mattina i Carabinieri hanno intercettato sette persone che effettuavano un sopralluogo lungo il percorso interessato alla manifestazione della piattaforma sociale Eurostop. Provenivano dai centri sociali del Nord est e avevano precedenti di polizia per reati di ordine pubblico. Sono scattati i provvedimenti di espulsione nei loro confronti. Ma il segnale che gli arrivi sospetti non siano ancora finiti lo ha dato il gruppo di 170 anarchici francesi bloccati su un treno che partiva da Milano in direzione di Roma. «Andiamo nella Capitale», hanno ammesso. Sono stati controllati e rispediti a casa in gran fretta.

«Quello che può aiutarci a contrastare terrorismo e antagonismo è il capillare controllo del territorio», ha sottolineato il ministro Marco Minniti. Ed è per questo che ogni zona possibile di passaggio per arrivare al cuore di Roma è sorvegliata, pattugliata, monitorata, in aria e anche nel sottosuolo. E' già scattata la no fly zone che durerà per l'intera giornata di oggi. Così come sono stati avviati i pattuglioni alla ricerca di gruppi sospetti, di indumenti o caschi e travisamenti che possano far intuire intenzioni bellicose. Nel tam tam di queste ore c'è chi ha sconsigliato agli europarlamentari socialisti di recarsi al raggruppamento alle 11 del Movimento federalista europeo: c'è il rischio di essere presi di mira da gruppetti di antagonisti svincolati dai cortei ufficiali. Mentre proprio a ridosso della zona che più preoccupa le forze di polizia, quella che passa per Testaccio e arriva alla Bocca della Verità, sono state trovate delle casse di limoni, generalmente usati per proteggersi dagli effetti dei lacrimogeni.
 


LA PROCURA
Il titolare del Viminale ha promesso la mano dura contro chiunque commetta violenze. E da molte parti si chiedono condanne senza sconti. Anche e soprattutto dopo che cittadini stranieri, francesi, tedeschi o greci, che hanno messo a ferro e fuoco Milano, e poi sono rientrati in patria senza avere alcuna conseguenza, protetti dal rifiuto di estradizione. Per questa ragione, per assicurare un intervento immediato in caso di scontri e di incidenti, anche la procura della Capitale ha scelto di potenziare il pool antiterrorismo per la giornata di oggi. Il messaggio è tranquillizzare, ma qualcosa potrebbe sfuggire. Del resto, non è del tutto chiara la scelta dei movimenti che fanno capo a Eurostop di passare in un quartiere imbuto come quello di Testaccio. Obiettivi istituzionali non sembrano esserci in zona, ma ci sono quattro banche collegate una a poca distanza dall'altra. La prima, la Deutsche bank è alla partenza del corteo, poco più in là la Barclays bank, e ancora avanti, la Banca popolare di Milano, fino alla sede di Unicredit, che si trova, però, in un punto più aperto.

A VOLTO SCOPERTO
Per tutti i manifestanti sarà severamente vietato indossare caschi o copricapi che travisino il volto, e portare qualsiasi genere di materiale esplodente. Zaini e borse saranno controllati dagli agenti che seguiranno i vari cortei, e le telecamere saranno attive per catturare le caratteristiche delle persone, da utilizzare nella fase, eventuale, dell'attività di identificazione di autori di violenze. In ogni caso, e in totale, si tratterebbero di un numero minoritario (sotto il migliaio) rispetto ai circa trentamila attesi per i 4 cortei e le 2 manifestazioni statiche. Per molti dei gruppi più radicali, tuttavia, pare che questo sia solo un evento di passaggio in vista del G7 di Taormina, previsto per il 26 e 27 maggio.

In uno scenario già molto complesso, non si può dimenticare che l'Italia come gli altri paesi europei è in stato di allerta elevatissimo per il rischio terrorismo islamico, visto che la cerimonia ha un alto valore simbolico. «E' una minaccia sempre più imprevedibile», ha spiegato lo stesso Minniti. Per questo ci saranno ampie aree interdette al traffico, divieti di circolazione ai camion e agli altri mezzi pesanti, mentre sono state collocate sulle strade barriere e dissuasori per prevenire il più possibili i rischi.

I primi leader sono atterrati all'aeroporto di Ciampino giovedì, altri come il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, quello francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel sono arrivati ieri. E proprio la Merkel sarà l'ultima a lasciare Roma, stasera alle 23.

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Ultimo aggiornamento: 11:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA