Battello in avaria, paura sul Tevere
Barca sulle rapide con 7 turisti a bordo

Venerdì 30 Maggio 2014 di Lorenzo De Cicco
Doveva essere una romantica gita sul fiume, invece per una comitiva di tedeschi il viaggio su un battello che attraversa il Tevere si è trasformato in una mattinata di paura.



Erano da poco passate le 10 quando un’imbarcazione della compagnia San Pietro ha lasciato il molo dell'Isola Tiberina per procedere verso Ponte Sant'Angelo. Dopo pochi minuti però il battello ha impattato contro un gruppo di rocce subacquee, perdendo uno dei due motori. A quel punto la barca è andata in tilt e la corrente ha iniziato a spingerla verso le cascate all’altezza della punta Nord dell'Isola Tiberina. A tre metri dalle rapide una pattuglia della Polizia Fluviale è riuscita a evitare il peggio, agganciando la barca con le cime e trascinandola verso la banchina più vicina. «È stata una questione di secondi», racconta a pericolo scampato Biagio Rutigliano, comandante della Fluviale. «Il salvataggio è avvenuto con tempi strettissimi, tanto che perfino la nostra pattuglia ha perso un elica durante le manovre».



SALVATAGGIO

La squadra, racconta il comandante della Fluviale, «ha notato che il battello era fuori controllo e che stava andando a grande velocità verso le rapide. A quel punto abbiamo urlato loro di lanciarci le cime e siamo riusciti a rimorchiarli fino a una pitta d'emergenza». Il comandante del battello, Raimondo Battaglia, fornisce una versione diversa: «Subito dopo la partenza abbiamo avuto problemi al tubo di alimentazione di uno dei due motori – ha raccontato - quindi la barca è andata in avaria. Per evitare che finissimo sulle cascate ho fatto una manovra d'emergenza e ho deliberatamente puntato la banchina in modo da fermare il battello». Ieri sera l'imbarcazione era ancora ormeggiata nei pressi di Ponte Garibaldi: le operazioni di recupero potranno iniziare solo quando le condizioni della marea lo permetteranno.



LO SPAVENTO

«Alla fine non si è fatto male nessuno», dice Giulio Bendandi, titolare di un'azienda di messa in sicurezza dei barconi intervenuta sul posto dopo l’incidente. Ma i sette turisti a bordo se la sono vista brutta. Hanno assistito alla scena dal piano superiore, quello scoperto: da lì hanno guardato le cascate avvicinarsi, fino al salvataggio in extremis della polizia. Quando alla fine sono riusciti a mettere piede a terra, i passeggeri sono stati rimborsati. Il pericolo scampato però riapre il dibattito sulla viabilità del Tevere. «I turisti non sempre si sentono sicuri», attacca Andrea Costanzo, presidente della Fiavet, la federazione delle agenzie di viaggio di Roma. «Dal Comune ci aspettiamo un intervento urgente per migliorare la viabilità del fiume, per restituirlo completamente sia ai romani che ai visitatori che vengono qui da tutto il mondo». Critico anche Mauro Pica Villa, ex presidente della società Battelli di Roma, che ha sospeso le attività da due anni proprio perché, spiega, «il Tevere è diventato talmente indecoroso che non era più possibile farlo attraversare ogni anno da 40mila turisti, come facevamo fino a qualche tempo fa. E anche la sicurezza è un aspetto su cui riflettere».

Ultimo aggiornamento: 31 Maggio, 10:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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