Wc a gettoni sul monumento: lo scandalo delle terme di Nerone

Wc a gettoni sul monumento: lo scandalo delle terme di Nerone
di Simone Canettieri
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Domenica 17 Gennaio 2016, 09:29 - Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio, 08:33

Un bel pacchetto di bagni chimici dove sorsero le Terme di Nerone. Water a pagamento: 1 euro e via. Ultima moda del timido e incontinente turismo low cost ai tempi del Giubileo. Sono pronti a essere montati dentro a un palazzo del ’600 in piazza Rondanini. Proprio qui, in uno scorcio della Roma antica, incastrato tra il Pantheon e il Senato, tra piazza Navona e la chiesa di San Luigi dei francesi. E così, quello che dovrebbe essere uno dei salotti buoni dell’Urbe rischia il colpo mortale: diventare un orinatoio a gettoni (basta uno spiccio per liberarsi da qualsiasi peso) con un’uscita secondaria dentro al cortile del palazzo proprio sotto la targa che ricorda «un muro di un emiciclo delle antiche terme neroniane». Un impianto costruito nel 62 d.C. a cui seguirono lavori di ristrutturazione e ampliamento, quasi due secoli di dopo, di Alessandro Severo. Erano le piscine estive dell’Impero, che poi si chiamarono Alessandrine, grandi due volte un campo di calcio. E adesso sta per arrivare la nemesi più beffarda. Anche se rimangono una serie di punti interrogativi per il momento inevasi. 
 
L’ALLARME
I lavori, in gran segreto e senza la noia di un controllo, vanno avanti. I bagni chimici a pagamento saranno accompagnati da un altro servizio in forte espansione in centro: il deposito bagagli per turisti stranieri. Ormai se ne trovano sempre di più: San Pietro, Colosseo, Piazza Navona. Arrivano qui, mollano il trolley e se ne vanno. Una commessa li custodisce senza «far troppe domande». E soprattutto senza controlli: non tutti chiedono i documenti e la valigia non viene nemmeno passata sotto i raggi x dei metal detector. Una leggerezza che, nel Giubileo ai tempi dell’Isis, ha fatto drizzare le antenne a commercianti e residenti della zona: «Siamo sicuri che tutto ciò sia sicuro?». 
Questo abbinamento - deposito e wc - sarà ospitato anche nei locali di piazza Rondanini 32. Al piano terra del Palazzo Mazzetti di Pietralata, sotto i fregi della dimora storica seicentesca, che per la solita pigrizia della burocrazia capitolina non è sottoposto ad alcun tipo di vincolo, nonostante ospiti, appunto, nelle sue fondamenta piscine con duemila anni di storia. L’idea, come detto, non è nuova. In questo caso la società che la sta sviluppando è la City toilet, che si occupa di «rivoluzionare il concetto di bagno aperto al pubblico» in locali-loculi dotati «di musica di sottofondo per garantire relax e privacy» con le immagini dei monumenti alle pareti. L’ultima frontiera del vespasiano kitsch nella città senza regole? C’è chi giura di sì.

BLITZ TARDIVO
La “latrina” gemella di piazza Rondanini ha aperto qualche settimana fa in via delle Palline, a duecento metri da San Pietro, zona di pellegrini. Esordio con sorpresa perché un blitz dei vigili ha scoperto[/FORZA-RIENTR] 20 bagni in 60 metri quadrati non dichiarati nell’attività. Tecnicamente l’uso del locale dovrebbe essere per servizi, ma viene classificato in Comune come commerciale per via di patatine, dolci e piccoli souvenir che vengono venduti alla cassa. Un equivoco che potrebbe verificarsi anche in piazza Rondanini, dove i vigili sembrano non essere di casa. E’ curioso per esempio come prima del blitz in via Pallini, proprio su Facebook lo scorso dicembre la City Toilet pubblicò la foto di due agenti dentro al locale con la seguente didascalia: «Incredibile, i vigili ci scelgono!». Possibile che allora non si accorsero di nulla?

Particolari, certo. Che adesso ritornano e diventano dubbi in vista della «prossima apertura» della seconda tranche di water a pagamento e depositi bagagli. Chi si cela dietro a questo business (che ha come motto “quando scappa scappa”)? Il franchising fa capo alla Lovita srl, società di cui si perdono subito le tracce su internet. Gli uffici del Campidoglio dovranno verificare se nel contratto di locazione, tra il proprietario del palazzo e la società, sia specificata la formula «destinazione uso commerciale». Perché è l’escamotage che si usa - vendendo qualche cianfrusaglia - per coprire un business che rientra tra i «servizi». E che non è ancora regolamentato dal Comune e dal municipio. Nel frattempo può succedere di tutto: bagagli non custoditi dietro al Parlamento, un orinatoio sui resti della Roma antica. Una risposta, a distanza di secoli, a Marziale. Che ignaro della futura decadenza si domandava: «Cosa può essere meglio delle terme di Nerone?».

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