Studente morto nel Tevere, la compagna del clochard accusato: «Litigavano, il ragazzo è caduto in acqua»

Martedì 5 Luglio 2016
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L'americano è sceso con qualche marocchino, l'hanno derubato. Allora lui è venuto di qua. Era agitato, si vedeva dal viso che lo era. È arrivato qua e ha trovato Max (Massimo Galioto, il senzatetto 40enne fermato dalla polizia con l'accusa di omicidio aggravato per la morte di Beau Solomon, ndr). Ha avuto una colluttazione con Max, è andata a finire male». Così la compagna del senzatetto intervistata dal Tg1. «Lui (il ragazzo statunitense, ndr) lo ha spinto una prima volta, Max lo ha spinto a sua volta, poi il ragazzo una seconda volta e Max lo ha rispinto», ha aggiunto la ragazza. E alla domanda il compagno fosse poi scappato, lei ha aggiunto: «No, è rimasto qua».

Galioto viveva con la compagna in una tenda sulla banchina del Tevere. La donna ha raccontato a Rai 1 la sua versione di ciò che successe la notte tra giovedì e venerdì, quando Beau è sparito: «Quel ragazzo stava inseguendo dei marocchini, forse lo avevano derubato. Si è scontrato con Massimo e hanno iniziato a litigare. Si davano spintoni e il ragazzo poi è caduto in acqua. Massimo non è scappato. È rimasto lì». Ultimo aggiornamento: 16:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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