Roma, il Tar "sfratta" il clan Spada: il Comune deve pagare 18 milioni

Giovedì 1 Marzo 2018

L'ultima puntata della saga sulle case popolari di Nuova Ostia, la scrive il Tar del Lazio. Con un'altra bacchettata al Campidoglio e, indirettamente, al clan che le occupa. Perché i giudici amministrativi hanno intimato al Comune di Roma di procedere allo sgombero di più di mille immobili occupati, tra via Marino Fasan, via Antonio Forni e via Domenico Baffigo, fortino degli Spada. Si tratta delle palazzine di proprietà della Moreno Estate srl, di Angiola Armellini - figlia del costruttore Renato - concesse in locazione al Campidoglio nel 2002 nel progetto per l'emergenza abitativa. Nonostante il contratto sia scaduto alla fine del 2012 e l'anno successivo il Tribunale civile abbia imposto la restituzione degli immobili, le case sono ancora occupate. Non solo dai legittimi assegnatari, ormai diventati abusivi, ma anche, e soprattutto, dagli esponenti del clan che, negli anni, si sono inseriti nelle procedure di assegnazione degli alloggi popolari, trasformandole in un vero e proprio racket.
IL BOSS
Anche Roberto Spada, che per i magistrati della Dda romana è uno dei boss della cosca più potente del litorale, finito in carcere per l'aggressione alla troupe Rai in favore di telecamera e accusato anche di associazione mafiosa, abita in una delle case dell'Armellini, in via Guido Vincon. Tradotto: anche per la sua famiglia dovrebbe scattare lo sfratto. Ora, il Comune avrà 90 giorni di tempo per trovare una soluzione. In caso contrario, interverrà direttamente il prefetto di Roma, nominato dai giudici commissario ad acta. Non è tutto. A settembre, sempre per questa vicenda, il Tribunale ha anche disposto un risarcimento che supera i 18 milioni in favore della Moreno Estate. Cifra che non è ancora stata pagata.
Il contratto di locazione con il Comune scade il 31 dicembre 2012 e il Tribunale civile, l'anno successivo, conferma l'ordinanza di rilascio. La Moreno Estate, assistita dagli avvocati Maria Alessandra Sandulli e Guglielmo Aldo Giuffrè, si rende disponibile a stipulare un nuovo contratto, «in considerazione della difficoltà manifestata dall'Amministrazione al trasferimento delle famiglie bisognose (circa 1.100) cui sono stati assegnati i predetti immobili», si legge nella sentenza. La trattativa, però, non va a buon fine perché la cifra chiesta dalla società è troppo alta. «Gli immobili non sono stati, tuttavia, rilasciati», scrivono i giudici. E ora potrebbe scattare l'emergenza, visto che, al momento, una soluzione per le oltre mille famiglie non c'è.
IL BANDO
Lo scorso anno Roma Capitale ha revocato la procedura selettiva avviata nel 2016 per trovare altri alloggi da destinare all'emergenza abitativa. «Il nuovo bando indetto non sarebbe diretto a sopperire alle esigenze attualmente assolte mediante l'occupazione degli immobili della ricorrente, sia perché non indicherebbe la finalità di procedere al rilascio degli alloggi abusivamente occupati, sia in quanto consentirebbe la selezione di non più di cento alloggi per ogni Municipio», sostiene ora nel ricorso la Armellini, che incassa la vittoria dopo un periodo travagliato dal punto di vista giudiziario: è stata accusata dalla procura di Roma di avere evaso il fisco per 39 milioni di euro.
LA DIFESA
Il Campidoglio, in sua difesa, dice di aver riconosciuto comunque alla Moreno Estate, «nel perdurare dell'occupazione, pur senza un valido titolo, un'indennità annuale pari a euro 4.246.842 euro» e che lo svolgimento della procedura selettiva (poi revocata) «sarebbe stato rallentato dalla stessa ricorrente», che si era rivolta al Tar dopo essere stata esclusa dal bando. Le giustificazioni non hanno convinto i magistrati. Per i giudici, infatti, il ricorso deve essere accolto, visto che la sentenza in cui si ordina il rilascio degli immobili è passata in giudicato ed è stata notificata a Roma Capitale nel 2014. L'Amministrazione deve quindi provvedere alla restituzione delle palazzine. Non è tutto. Il Campidoglio rischia anche di dover pagare una cifra da capogiro. Il 14 settembre 2017, infatti, è stato condannato risarcire la società per un totale di 18.332.903 euro. Ma la cifra potrebbe crescere, visto che la Moreno Estate ha chiesto al Tar di ottenere un ulteriore indennizzo per il ritardo nell'esecuzione della sentenza. In questo caso, i giudici decideranno nel corso della prossima udienza, prevista il 18 aprile.
Michela Allegri
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Ultimo aggiornamento: 2 Marzo, 12:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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