Omicido Fanella, cinque nuovi arresti: Denaro l'ideatore del tentato sequestro

Omicido Fanella, cinque nuovi arresti: Denaro l'ideatore del tentato sequestro
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Giovedì 18 Dicembre 2014, 08:45 - Ultimo aggiornamento: 20 Dicembre, 17:42

C'è anche l'ideatore del tentato sequestro, sfociato nell'omicidio di Silvio Fanella, considerato il cassiere del gruppo Mokbel, tra gli arresti effettuati oggi dalla Polizia di Stato nell'ambito delle indagini sul delitto di luglio scorso. Per gli investigatori della Squadra Mobile di Roma è stato Manlio Denaro, romano di 56 anni, a pianificare ed organizzare l'azione lo scorso 3 luglio nell'abitazione di Fanella alla Camilluccia.

Sono complessivamente cinque i nuovi arresti con cui, secondo gli inquirenti, «si chiude il cerchio» sul delitto Fanella. Denaro, lavorava in una palestra in zona Fleming a Roma. Gli altri arrestati sono Emanuele Macchi di Cellere, romano di 58 anni, già in carcere, Carlo Italo Casoli, di 59 anni e Gabriele Donnini, romano di 52 anni. Ai domiciliari, invece, Claudia Casoli, figlia di Carlo Italo, romana di 27 anni. Secondo gli investigatori, sarebbe stato Casoli a rubare l'auto con cui il commando ha raggiunto l'appartamento della vittima e Donnini a procurare i documenti falsi ai membri del gruppo. Durante le indagini, rivelano gli inquirenti, sono state fondamentali le intercettazioni telefoniche ed ambientali tra cui anche quelle eseguite nelle carceri dove sono detenuti Macchi di Cellere e Giovanbattista Ceniti, abbandonato dai complici sul luogo del delitto dove era rimasto ferito.

La festa della nonna «Telefonavo per sapere quando era la festa di nonna». Così Manlio Denaro, in una telefonata intercettata che compare nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Roma, si rivolge a Egidio Giuliani per concordare, secondo gli investigatori, l'appuntamento in vista del sequestro di Silvio Fanella, poi sfociato nell'omicidio del broker, avvenuto il 3 luglio scorso. Denaro, ha chiamato uno dei complici nell'organizzazione del sequestro, dalla stessa cabina telefonica usata abitualmente dal boss di Mafia Capitale, Massimo Carminati. La cabina in via Flaminia Vecchia 732 era tenuta sotto controllo nell'indagine Mondo di Mezzo.

A quanto si legge nell'ordinanza «dal tenore della telefonata appare chiaro che Giuliani comunica a Denaro Manlio che il 26, ovvero il 26 giugno è »la festa di nonna«, avvertendolo che lui scenderà a Roma due giorni prima». Nel prosieguo della conversazione Giuliani «introduce un'altra figura, ancora non identificata da questo Ufficio, ossia il ristoratore, affermando che il ristoratore eh..la per fare la festa alla nonna; per fare la festa; volevo solo avere la certezza che lui c'avesse il locale disponibile!...» ricevendo come risposta dal Denaro che lo stava già chiamando, aggiungendo «ce ne ha anche un altro eh..!». La telefonata si conclude con l'affermazione di Denaro «...quindi ci vediamo per il 24 siamo tranquilli;ho rimediato anche tutti i regalini quelli li che tu mi avevi..»

Secondo l'ordinanza, il contenuto della conversazione telefonica «riveste valenza indiziaria non indifferente perché attraverso gli elementi acquisiti nel corso della presente attività d'indagine si riesce a completare il mosaico dell'intera vicenda criminale così ricostruito: Giuliani Egidio, il quale l'11 giugno, quando riceve la telefonata di Denaro sopra richiamata, si trova a Novara, giunge a Roma non il 24 giugno, come dallo stesso preannunciato telefonicamente, bensì il successivo 25, come dimostra il tracciato della sua utenza telefonica».

Quando Carminati paralva dei contrasti tra Mokbel e Denaro I contrasti tra Gennaro Mokbel e Manlio Denaro legati a motivi prevalentemente economici e «all'evidente intenzione del Denaro di mettere le mani sul 'tesorettò di Mokbel & co.», che, secondo gli inquirenti, sarebbero il movente del tentato sequestro a scopo estorsivo e nel successivo omicidio di Silvio Fanella del 3 luglio scorso, sono testimoniati anche dall'intercettazione ambientale di un colloquio avvenuto nella macchina di Massimo Carminati tra lo stesso ex Nar e Riccardo Brugia il 18 ottobre 2013.

I due, nel commentare il processo «Broker» conclusosi il giorno prima con sentenza in primo grado, si legge nell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto di Egidio Giuliani e Manlio Denaro, «fanno riferimento alle vicende afferenti l'attività di indagine di quel processo e in particolare ai rapporti tra due coimputati Gennaro Mokbel e Manlio Denaro. In particolare la circostanza di interesse riferita nell'intercettazione ambientale riguarda un preteso debito di circa un milione di euro che Mokbel vanterebbe verso Denaro, e che a dire dei due interlocutori non potrebbe essere più restituito sia per la pesante condanna appena inflitta a Mokbel, sia per la pericolosità criminale riconosciuta a Denaro: «Non glieli darà mai;Manlio gli sputa in faccia a Gennar;gli dice cosa vuoi?...questo è un altro pezzo di;questo è peggio di quell'altro è;dopo un pò uno se le scorda le cose», così Carminati nel corso della conversazione. Si tratta, secondo la procura di Roma, di «un'ulteriore conferma del movente della vicenda in esame riconducibile a pregressi contrasti tra Gennaro Mokbel e Manlio Denaro».