ROMA

Roma, morta dopo 15 ore in barella. La Asl: «La signora sempre sorvegliata»

Sabato 8 Settembre 2018
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«La signora, mentre si recava autonomamente in bagno, è caduta nel corridoio del Pronto Soccorso. L'evento è stato testimoniato in tempo reale dal personale in turno che ha messo in atto l'immediata assistenza e gli interventi terapeutici d'urgenza del caso che hanno quindi previsto il trasferimento presso l'Ospedale San Camillo, per l'intervento di neurochirurgia urgente».
È quanto scrive in una nota la direzione strategica della Asl Roma 2 in merito al caso dell'anziana caduta all'ospedale S.Eugenio, dove era ricoverata al Pronto soccorso, e poi morta dopo il trasferimento al S. Camillo.

«La permanenza in Pronto Soccorso - si precisa - è stata predisposta dai medici allo scopo di garantire la osservazione clinica del caso, il controllo della sintomatologia dolorosa e la gestione terapeutica, in previsione della valutazione clinica e procedurale dell'urologo, programmata per il giorno successivo e non urgente». Ancora, «non è stata data alcuna indicazione al posizionamento del catetere vescicale poiché non indicata nè opportuna in paziente pienamente autonoma e in assenza di qualunque motivazione clinica che rendesse necessaria la prescrizione di una limitazione alla deambulazione autonoma. La paziente è stata continuamente e pienamente sorvegliata dal personale in turno che ha più volte interagito con essa, confermandone la piena autonomia, sorvegliandola quando si recava in bagno, come ben precisato nella documentazione agli atti». 

«In seguito all'episodio di caduta occorso in data 4/9/2018 - si legge in una nota - gli operatori intervenuti nella gestione del caso hanno fornito immediata segnalazione e relazione al Risk Manager della Asl Roma 2, nonché all'Autorità Giudiziaria, con successive dettagliate deposizioni in merito all'accaduto».

«Tuttavia è opportuno precisare che il giorno 3 settembre, in seguito alle valutazioni cliniche e strumentali, è stata predisposta degenza della signora presso la Area dedicata del Pronto Soccorso, laddove viene garantita l'assistenza del caso, delineando il completo iter diagnostico e terapeutico. Inoltre è stata immediatamente garantita la terapia del dolore, determinando la risoluzione della sintomatologia mai più lamentata», conclude la Asl.



Intanto la Regione Lazio in merito al decesso della signora ricoverata presso l'ospedale Sant'Eugenio di Roma ha chiesto con urgenza un audit clinico alla Asl Roma 2 per fare piena luce sull'accaduto. Dalle prime verifiche tuttavia la dinamica dell'accaduto risulterebbe ampiamente difforme da quanto rappresentato per mezzo stampa. La Direzione della Asl ha avviato tutte le verifiche del caso ed entro 48 ore consegnerà una relazione dettagliata. Ai famigliari e parenti della signora vanno le più sentite condoglianze».

Così in una nota l'assessorato alla Sanità della Regione Lazio. Secondo quanto scrivono i giornali, la pensionata di Spinaceto sarebbe arrivata il 3 settembre all'ospedale dell'Eur per delle coliche renali in ambulanza, e sarebbe stata lasciata più di 15 ore su una barella con forti dolori addominali e senza un catetere. Di notte si sarebbe alzata per andare in bagno. In quella circostanza sarebbe caduta, battendo la testa, per essere trovata poi la mattina dopo priva di sensi da un medico. Inutile il trasferimento al San Camillo per salvarle la vita. Sempre stando a quanto riportano i giornali, dopo la denuncia presentata dai figli, la Procura di Roma avrebbe aperto una inchiesta per omicidio colposo.
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