«Mai fatto uno spinello, sono un atleta»: la difesa del rugbista trovato con due kg di droga

Martedì 2 Ottobre 2018 di Adelaide Pierucci

«Mai fatto uno spinello, sono un atleta. E quello stupefacente non era finalizzato allo spaccio. Non ho bisogno di cedere droga». Sami Panico, il campione di rugby arrestato per detenzione di stupefacenti, un chilo e ottocento grammi tra hashish e marijuana, ieri ha provato davanti ai giudici a giustificare il tesoretto di droga nascosto nel giardino della sua villa di Torvaianica assieme a diecimila euro. Ma non è stato creduto. Il giudice di Velletri ha convalidato l'arresto dell'atleta e disposto gli arresti domiciliari. Il cinque ottobre si procederà con il proceso. Non sembra ben accetta una eventuale proposta di patteggiamento. La droga, secondo il pm Rita Caracuzzo, non poteva essere destinata all'uso personale. Adeguatamente tagliata e Panico era munito dell'attrezzatura - avrebbe potuto fruttare fino a 8.000 dosi.

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LA PERQUISIZIONE
Quello dei carabinieri della stazione di Torvaianica e dei colleghi della compagnia di Pomezia d'altra parte è stato un blitz mirato. Gli investigatori l'altro giorno hanno bussato in casa del campione per procedere alla perquisizione certi di trovare droga. Un chilo e mezzo di marjiuana è stato recuperato in un capanno per gli attrezzi, tre etti di hashish sotto al generatore della piscina. I soldi 10.7000 euro considerati dai carabinieri frutto del giro di droga, secondo gi inquirenti, sono stati recuperati in un portafogli, in un marsupio e in cassaforte. «Guadagno bene con lo sport», ha provato a giustificarsi l'atleta, ma anche in questo caso è apparso poco convincente. Anzi secondo voci confidenziali al vaglio degli investigatori il campione avrebbe persino mostrato i muscoli per imporre il suo canale di vendita sul mercato del litorale.
Il giovane talento del rugby italiano, pilone delle Zebre di Parma, da qualche tempo sospeso per intemperanze disciplinari, si è ritrovato in manette con l'accusa di detenzione e spaccio. Il difensore, l'avvocato Luca Goffrefo, ha chiesto i termini a difesa per valutare l'eventuale rito con cui procedere al processo. «Il mio assistito - ha specificato - ha risposto a tutte le domande chiarendo la sua posizione. Siamo certi che è riuscito a dare una convinzione convincente sul ritrovamento dello stupefacente, che per una questione di riservatezza non rendiamo pubblica». Sami Panico, 25 anni, originario di Albano Laziale, è cresciuto anche sportivamente fra Pomezia e Torvaianica. Con il Calvisano ha vinto due scudetti consecutivi nel 2014 e 2015 prima di approdare nel club di Parma. Da settimane è sospeso per motivi disciplinari dalla società parmigiana dopo una lite avvenuta negli spogliatoi con compagno di squadra a cui ha rotto la mascella con un pugno.

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