Salari, spunta bonus multe per i vigili: il Campidoglio rivede le buste paga

Salari, spunta bonus multe per i vigili: il Campidoglio rivede le buste paga
di Simone canettieri e Lorenzo De Cicco
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Giovedì 21 Gennaio 2016, 08:45 - Ultimo aggiornamento: 10:14

Le parole d’ordine si chiamano «qualità» e «quantità». Su questi due pilastri il commissario Francesco Tronca e i sindacati ridisegneranno il salario accessorio dei dipendenti capitolini. La parte variabile dello stipendio (che scende al 30% rispetto a quella fissa: ieri è arrivata la delibera del Comune) sarà dunque legata alla produttività reale di maestre, amministrativi e vigili. Non più premi a pioggia. Cosa significa? Nel caso degli agenti della Municipale, per esempio, si sta pensando di istituire un “bonus multe”. In pratica, a seconda del numero di accertamenti effettuati, i vigili otterranno un’indennità extra specifica. Su questa possibilità - le parti si incontreranno lunedì prossimo - i sindacati sono d’accordo. Il ragionamento, nel caso degli agenti della municipale, si potrebbe allargare anche alla quantità di posti di blocco. Alla base della rimodulazione dei premi, auspica Giancarlo Cosentino della Cisl, «ci dovrà essere l’indirizzo del Comune: Tronca dovrà indicarci quali sono le priorità nel servizio pubblico e in base a quelle gli interventi da eseguire e i settori da rafforzare».

Il Corpo della Polizia locale, guidato dal comandante Raffaele Clemente, intanto è già pronto ad acquistare altri 250 palmari. 

 

DISPOSITIVI ELETTRONICI
L’obiettivo è chiaro: rendere più veloci le verifiche (i sistemi elettronici, leggendo le targhe, controllano sia la sosta che altri dati, come l’assicurazione) ma anche monitorare in modo scientifico la quantità di accertamenti effettuati dagli agenti. Non a caso il “bonus multe” dovrebbe valere anche per lo Street control. E l’indennità legata ai controlli non riguarderà solo le contravvenzioni stradali. Sono allo studio anche premi per il numero di ispezioni in negozi, bar e ristoranti.

Anche gli altri impiegati capitolini avranno progetti di produttività legati al rendimento. Nel caso delle maestre dovrebbe essere premiata la flessibilità: il salario accessorio scatterà, tra le altre cose, per chi sarà disponibile a lavorare anche il pomeriggio. Per permettere così al Comune di tenere aperti nidi e materne fino alle 18.
Più complesso, infine, il caso degli amministrativi. Verrà valutato il numero di progetti portati a termine, ma anche le pratiche lavorate. «In questo caso - spiegano dalla Cisl - sarà fondamentale l’apporto dei dirigenti: insieme agli impiegati dovranno correre sullo stesso binario». Per Tronca si apre quindi lo scenario più complicato. La riforma del salario accessorio si trascina da due anni e mezzo. E alla fine è rimasto in vigore il contratto unilaterale licenziato dalla giunta Marino, dopo il no dei dipendenti con il referendum. Un atto da riscrivere ex novo visto i disagi che ha portato. E’ storia di questi giorni. Il no del Mef alla parte accessorio, il Campidoglio costretto a pagare solo la quota tabellare il 27 gennaio, la corsa contro il tempo di Tronca per avere il parere dell’Avvocatura alla rimodulazione del fondo in virtù del fatto che Roma Capitale è un nuovo ente a partire dal 2010. Un vicenda che martedì è stata sbloccata: il Campidoglio ha assicurato che per i primi di febbraio i dipendenti riceveranno anche la seconda tranche degli stipendi. E alla fine lo sciopero generale previsto per fine mese è rientrato. 

Il commissario vuole portare a casa il nuovo contratto decentrato il prima possibile. Prima di giugno, quando scadrà il suo mandato, con il ritorno alle urne dei romani. 

TRATTATIVA
Tecnicamente il contratto decentrato va rinnovato ogni anno. Quindi il futuro sindaco di Roma potrebbe rimetterci le mani. Una fatica, a rischio impopolarità e proteste, di cui difficilmente un politico, a prescindere dallo schieramento, vorrà farsi carico. Ecco perché tutti guardano all’ex prefetto di Milano come colui che riuscirà a togliere le castagne dal fuoco al successore di Marino.

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