L'ultima del Campidoglio: «Rondini contro le zanzare»

Mercoledì 30 Maggio 2018 di Camilla Mozzetti

Nella Roma bestiale che arruola pecore per sfalciare l'erba e punta a ingaggiare anche le api per misurare i livelli di smog, non potevano mancare gli animali che da soli pensano a divorare zanzare e mosche aiutando il Campidoglio nell'arduo compito delle disinfestazioni di stagione. A voler rispettare la tradizione, i romani sono ancora in attesa della primavera benché il 20 marzo giorno di equinozio sia ormai passato da un pezzo. Le rondini che per consuetudine ne annunciano l'arrivo, salutando l'inverno, sono ancora lontane dal cielo che sovrasta la Capitale.

E il rischio che siano diminuiti questi esemplari, diventando quasi una certezza, ha indotto il Campidoglio ad adottare dei provvedimenti. Porta in calce la data del 21 maggio l'ordinanza firmata dalla sindaca Raggi per l'adozione di «misure urgenti per la tutela della biodiversità in ambito cittadino» e di attività necessarie a «difendere le rondini» e altre specie della stessa famiglia come i rondoni, i balestrucci e i topini. Non è solo uno slancio animalista quello che ha mosso la mano della prima cittadina nel licenziare il provvedimento. Le rondini sono anche specie insettivore: mangiano soprattutto zanzare e mosche. E dunque sarebbero di aiuto in una città che ancora oggi non ha avviato gli interventi per le disinfestazioni e che, sormontata dall'erba alta, si è trasformata in una fabbrica naturale di zanzare tigri, moscerini e mosche.

INSETTICIDI NATURALI
Qualche numero per rendere l'idea: le rondini riescono a mangiare circa 6mila insetti al giorno. Insetticidi naturali dunque, ma a Roma purtroppo le rondini non si sono ancora palesate e dunque il loro beneficio è fermo. In più rispettando il regolamento sulla tutela degli animali, approvato dal consiglio comunale nell'ottobre del 2005, e osservando le indicazioni del Birdlife international il network mondiale delle organizzazioni che si occupano di conservazione dell'avifauna che ha inserito la rondine ma anche il balestruccio tra le specie da tutelare in via prioritaria, il Campidoglio ha elencato tutta una serie di doveri a cui i cittadini dovranno rispondere mentre il controllo sarà affidato agli agenti della polizia locale. Si parte con il divieto di «distruggere si legge nell'ordinanza o danneggiare i nidi di rondine, balestruccio, rondone e specie affini» in tutto il territorio di Roma fino al prossimo 30 settembre e si dispone una serie di best-practice da rispettare.

I DOVERI
Di base i cittadini dovranno provvedere alla tutela e alla protezione dei nidi e potranno andare in deroga all'obbligo solo nel caso di «interventi o realizzazioni edilizie» che però dovranno essere denunciate al dipartimento Ambiente. Ancora: sempre i cittadini dovranno garantire l'apertura delle estremità delle tegole nelle prime file dei tetti e utilizzare un intonaco rugoso per agevolare la costruzione dei nidi sotto ai cornicioni degli edifici. Non finisce qui. Tra i compiti, anche quello di installare in presenza dei nidi «strisce e nastri incollanti per la cattura degli insetti circondandoli con rete metallica affinché gli uccelli non restino incollati». La morale? I romani dovranno trasformarsi in operai e metter mano ai portafogli per non disattendere le direttive comunali. Per rendere più fruttifera l'ordinanza, il Campidoglio pensa di avviare delle campagne di sensibilizzazione anche nelle scuole. Che chiudono però tra meno di un mese.

Ultimo aggiornamento: 21:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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