ROMA

Roma, tappa-buche e giardinieri: quell'esercito di volontari in prima linea per il decoro

Martedì 14 Marzo 2017 di Laura Bogliolo e Elena Panarella
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I senzatetto della stazione Tiburtina hanno chiesto se potevano essere aiutati a tenere pulita l'area: verranno accontentati. I richiedenti asilo di un centro all'Infernetto hanno creato un gruppo di retake per ridare vita all'area verde della zona. Sabato in via Roberto Malatesta c'è stata una festa in strada affinché il motto «che puliamo a fare, tanto poi risporcano» venga sostituito da «inutile sporcare, tanto poi puliscono»: decine di residenti hanno cancellato le scritte su un murales caro al quartiere. Il II municipio ha chiesto ai volontari di Tappami di risolvere il problema delle buche in molte strade. A Monteverde Vecchio un gruppo di cittadini ha deciso di pulire la zona a ridosso di Ponte Bianco (dovrebbe essere tutelato dalla Sovrintendenza) a piazzale Dunant. «Abbiamo scoperto una discarica di tonnellate di immondizia e l'abbiamo segnalata all'Ama» dice Paolo, coordinatore del gruppo retake di zona. Un po' come quando insieme ai volontari dell'associazione per Villa Pamphilj trovarono una montagna di batterie usate nel sottosuolo all'entrata di via di San Pancrazio.

In una Roma che sembra girare al contrario, il vuoto pneumatico delle istituzione non genera quasi più rabbia e immobilismo, ma uno spirito calvinista che mette al centro l'azione. Lo hanno capito anche i bambini. Come quella ragazzina della St. George's British International School che ha realizzato un progetto sul desiderio di veder pulito dai scarabocchi il Ponte della Musica: il 31 marzo il gruppo di quartiere realizzerà il sogno di quella bimba. Dall'opera dedicata ad Armando Trovajoli, a ponte Nomentano: sabato a ripulirlo i volontari del retake ma anche Kelly Degnan, chargé d'affaires dell'ambasciata Usa a Roma, la carica diplomatica statunitense più alta in grado attualmente in Italia.

«DIAMO FASTIDIO»
Pulire le strade, staccare gli adesivi degli svuota cantine, rimuovere le scritte, stanchi della foglia di fico di Mafia Capitale (sono passati oltre 2 anni) che avrebbe bloccato tutta Roma, agiscono e basta. Oltre 1.500 volontari attivissimi (ma si arriva anche a 4.000) del movimento retake: 70 gruppi che realizzano 15 eventi a settimana. I più attivi quelli oltre il Gra, quelli meno in campo i residenti del Centro. Nel I municipio sono i commercianti di Campo de' Fiori ad agire. Un volontariato liquido non ben definito nella struttura: non servono iscrizioni o tessere, si scende in strada e si agisce. E a volte dà fastidio. «Ci sono scritte contro di noi, minacce - dice Simone Vellucci, 27 anni, presidente di Retake Roma - ma non vogliamo dargli importanza». Danno fastidio e molto in particolare quando tolgono gli adesivi abusivi degli svuota cantine. «Fenomeno collegato alle discariche abusive» dice Francesco Giovanni De Simone, di Prati.

I SETTORI
C'è anche chi osa, come i gruppi di Guerrilla Gardenig, i moschettieri del verde che abbelliscono i prati. Al Tuscolano c'è l'Extreme Makeover di via Nocera Umbra (piantano anche alberi). A Torraccia è nato un frutteto con alberi donati da cittadini e commercianti. A dare un pasto ai senzatetto, i volontari di Project Tiburtina che hanno chiamato Retake Roma per pulire le zone dove ci sono i giacigli. Ma perché lo fanno? «Rispondo all'inverso: perché non posso non farlo, non posso fare a meno di contribuire a rendere vivibile la città» dice Alessia Mollichella, 37 anni, impiegata, vicepresidente di Retake Roma e coordinatrice del gruppo San Lorenzo. Insieme all'associazione Non una di meno, domenica toglierà le scritte che hanno vandalizzato il murales contro la violenza sulle donne di via dei Sardi.
 

Ultimo aggiornamento: 08:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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