Le sue vacanze romane si sono infrante nella notte tra martedì e mercoledì scorsi nel buio di un androne, sopraffatta dal giovane che l'aveva seguita fino all'ingresso dell'hotel in cui alloggiava a due passi dalla stazione Termini. Salvo poi scoprire che il suo aggressore, arrestato con l'accusa di violenza sessuale, aveva appena 16 anni. La vittima è una turista turca 20 enne. Era arrivata da pochi giorni a Roma, per una vacanza in giro per l'Italia. Il minorenne che l'ha pedinata nell'oscurità e immobilizzata, per poi strapparle i vestiti di dosso e palpeggiarla, è un giovane cittadino egiziano.
L'INSEGUIMENTO
Erano le tre di notte quando la ragazza aveva quasi raggiunto il suo albergo. La straniera non si era minimamente accorta di quell'ombra dietro di lei, che è riuscita a infilarsi nell'ingresso prima che questo si chiudesse alle spalle di entrambi. La turista è stata immobilizzata, sopraffatta da quelle mani che la frugavano dappertutto, che la spogliavano. Ma nonostante il terrore ha avuto la forza di reagire. La ventenne si è messa a urlare con tutta la forza che aveva in corpo e le sue grida hanno evitato il peggio. L'aggressore, per la paura di essere scoperto, è fuggito dal portone del palazzo che ospita l'albergo, tra via Amendola e via Manin. Una corsa a piedi tra le strade che costeggiano la stazione. La ragazza ha chiesto aiuto al personale dell'hotel. Sul posto, mentre veniva soccorsa, sono intervenuti gli agenti del commissariato Viminale.
IL RICONOSCIMENTO
L'EPILOGO
Per la ragazza turca il soggiorno a Roma rimarrà segnato per sempre, anche se l'epilogo di queste sue brevi vacanze poteva essere molto più drammatico. Il minorenne arrestato è uno tra i tanti che ciondolano a ridosso della stazione Termini, in particolare nel tratto di via Giolitti che va da via Gioberti a piazza dei Cinquecento. Si tratta di ragazzini provenienti per la maggior parte dei casi dal Maghreb, arrivati in Italia dopo aver affrontato viaggi durissimi alla ricerca di un futuro migliore e che si ritrovano a vivere di espedienti. A volte come predatori, altre volte come vittime: un anno e mezzo fa una delicata indagine della polizia portò all'arresto di un ingegnere statunitense della Lockheed. L'uomo, 52 anni, aveva raggiunto la Capitale come uno di quei turisti sessuali che scelgono Paesi in via di sviluppo, alla ricerca di giovanissimi di cui abusare in cambio di poche decine di euro. I minorenni finiti nelle sue grinfie furono oltre venti nel giro di poche settimane. Come base aveva scelto un bed and breakfast della zona, tra i ragazzini era conosciuto come l'inglese. Una delle sue vittime, un 14enne, agli investigatori aveva confessato: «Ci vado, mi paga. Non mi piace, ma non ho molte alternative, non posso morire di fame».








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