ROMA

Terremoto, Roma: 72 aree per i soccorsi, ecco tutte le regole antipanico

Lunedì 31 Ottobre 2016 di Camilla Mozzetti
LA SICUREZZA
La terra torna a tremare. Roma si sveglia - impaurita e attonita - alle 7.41 del mattino. L'epicentro del terremoto è lontano. Tuttavia, quella scossa, di magnitudo 6.5, terrorizza la Capitale. In una manciata di secondi si scatena il panico. Le persone, soprattutto in periferia, si riversano in strada ancora con i pigiami indosso. La paura si propaga violenta e inarrestabile. I sismologi continuano a rassicurare: «La città non sorge su faglie sismiche, non è quindi ad alto rischio». Delle sei zone sismogenetiche del Lazio, due sole ricadono dentro i confini della Capitale: l'area di Colli Albani e quella dell'Aniene, da Monti Tiburtini a Prenestino. Quello che può contribuire ad aumentare il panico è la tipologia del sottosuolo romano che, essendo di tipo alluvionale, partecipa, per sua stessa conformazione, all'amplificazione delle onde sismiche.
IL PORTALE
Per riuscire a non farsi travolgere dalla paura e riuscire a rispondere a ogni evenienza, è bene ricordare che proprio Roma ha un piano d'emergenza, varato nel 2008 dalla Protezione Civile e cablato per qualsiasi tipo di evento, sia esso un terremoto o un alluvione. Nel testo nascosto e di non immediata consultazione - scaricabile dal portale www.comune.roma.it, accedendo alla finestra sulla sinistra Protezione civile - vengono indicate (a pagina 546) tutte le accortezze da seguire durante un terremoto, le aree di raccolta mezzi e soccorsi, le zone dove i cittadini possono radunarsi in attesa che l'emergenza passi. Il pamphlet elettronico è dettagliato. Si parte con i consigli da seguire in caso di terremoto. Se ci si trova in casa, al momento dell'emergenza, è consigliato trovare riparo sotto i vani delle porte, dei muri portanti, travi o architravi, ma anche tavoli e letti. Non uscire di casa usando le scale o gli ascensori. Se, al contrario, al momento dell'emergenza ci si trova in strada, è opportuno dirigersi verso piazze, giardini o parchi. Non sostare, dunque, tra i palazzi o in prossimità dei ponti - compresi dunque quelli che dividono i due lungotevere - non prendere per alcun motivo le automobili.
LA MAPPA
A Roma, inoltre, sono già indicate 72 aree dove far confluire i soccorsi e dunque le zone dove le persone, che necessitano d'aiuto durante un terremoto, possono recarsi. Si trovano in prossimità delle stazioni della metropolitana e di quelle ferroviarie. Da Baldo degli Ubaldi alle stazioni metro Battistini, Barberini, Bologna, Cavour. Si aggiungono poi aree all'aperto come il centro Rai, Colosseo, Circo Massimo, Due ponti e strade come via Tiburtina, via Cristoforo Colombo, via Pietralata da Pomona a Dea opi. Infine, in tutta la città, la Protezione Civile ha isolato le aree d'attesa, quelle zone in cui la cittadinanza può radunarsi in attesa che passi l'emergenza.
I QUARTIERI
Non c'è municipio della Capitale che è stato escluso in questa road-map della sicurezza. Le aree di attesa sono 114 e coprono tanto il Centro quanto la periferia. Nell'elenco, che gli utenti possono scaricare dal piano generale di emergenza - parte terza (pag. 549-550), si contano viale Aventino, via di Villa Chigi, piazza Aldo Moro, piazza del Verano, via Rodolfo Lanciani, via Asmara. E ancora: via Terni, via Etruria, via Voghera, via Albenga, piazzale Metronio, via Pollenza, piazza del Pigneto, via dei Gordiani. Passando poi per largo Spartaco, via degli Orti della Farnesina, via Gregorio VII e piazza Irnerio.
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