Roma, badante stuprata davanti al Viminale: il giallo del video

Venerdì 14 Settembre 2018 di Alessia Marani
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Roma, badante stuprata davanti al Viminale: il giallo del video

«Quell'uomo, nordafricano, prima mi ha chiesto di cenare insieme, dopo siamo rimasti a parlare un po', ma all'improvviso mi ha spinto contro i tavolini del ristobar nascosti sotto un grosso ombrellone e mi ha violentata. Il locale era chiuso ormai, non c'era più nessuno. È stato un incubo, mi ha portato via anche 70 euro. Non riuscivo a liberarmi dalla sua presa, ero impietrita, forse sono svenuta». 

Il racconto choc è di V. S., una badante italiana di 54 anni, che alle tre della notte tra mercoledì e giovedì si è materializzata come un fantasma, sanguinante, davanti alla rampa che conduce all'ingresso del Viminale, il palazzo sede del Ministero dell'Interno nel cuore di Roma, chiedendo aiuto all'agente di guardia.

Il poliziotto ha chiamato il 118, la donna è stata trasportata all'ospedale San Giovanni in codice giallo, aveva un'emorragia e contusioni sulle gambe. In pronto soccorso è stato attivato per lei il cosiddetto protocollo rosa, i medici le hanno riscontrato una lacerazione vaginale e i segni di un rapporto sessuale consumato. La denuncia di stupro ora è al vaglio degli agenti della Squadra Mobile capitolina, diretti da Luigi Silipo, e del Commissariato Viminale.
 

 

Ci sono punti nel racconto reso dalla signora che agli investigatori appaiono «poco coerenti» e su cui sono in corso approfondimenti: le conclusioni convoglieranno insieme con gli altri atti sul tavolo del pm Stefano Pizza, del pool reati sessuali della Procura. In particolare la polizia sta visionando le immagini delle numerose telecamere della zona e, soprattutto, i frame della videocamera del ristorante ai piedi del Viminale, posizionata proprio al centro degli ombrelloni, che riprenderebbe, almeno parzialmente, i due. Non sembrerebbero emergere scene di particolare violenza, ma la donna sembrava pietrificata, come se fosse bloccata dalla paura.

CENA E BEVUTE
La badante ha tentato di fornire un identikit del suo aguzzino, di origine nordafricana, descrivendolo dapprima sui trent'anni d'età, salvo poi indicarlo successivamente come più grande, quasi coetaneo. Ha raccontato di averlo conosciuto martedì nella zona della stazione Termini e di aver accettato un appuntamento per il tardo pomeriggio di mercoledì nei pressi del Viminale. «Quando ci siamo rivisti mi ha detto di avere fame e mi ha chiesto di mangiare qualcosa insieme. Sembrava gentile, ma dopo è come impazzito».

La donna ha pagato la cena, tutto sembrava scorrere tranquillamente. I due hanno bevuto abbastanza, lui le rabboccava il bicchiere. La violenza si sarebbe consumata intorno alla mezzanotte. Nessuno, né i residenti del palazzo, né automobilisti e passanti avrebbero udito urla o richieste di aiuto. Il ristorante, però, si trova in una posizione arretrata rispetto alla strada principale, via Agostino Depretis, e gli ombrelloni accostati tra loro ben custodiscono alla vista esterna chi è seduto ai tavoli posizionati proprio ai piedi della cancellata del Viminale. L'sos è arrivato dopo tre ore. S. V. ha denunciato anche di essere stata rapinata: «Mi ha sfilato 70 euro dal portafogli».

La donna era terrorizzata e molto confusa quando è arrivata in ospedale. La polizia ha raccolto la denuncia alle sei del mattino. Il suo profilo - dicono gli investigatori - appare fragile. Molti anni fa la famiglia ne denunciò la scomparsa da casa, ma poi fu ritrovata. Da un po' di tempo aveva trovato lavoro come badante nella zona dell'Esquilino. Non distante da qui, nell'ottobre del 2016 una turista australiana di 49 anni venne abbordata in un bar vicino a Termini, poi rapinata e violentata da un romeno in un angolo del Colle Oppio. Lo stupratore venne arrestato e condannato a 12 anni di carcere. Ieri è successo ancora, sempre in pieno centro di Roma.
 

Ultimo aggiornamento: 17:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA