ROMA

Roma, Ponte Milvio, al mercato rionale c'è la cannabis light: il quartiere si divide

Mercoledì 10 Gennaio 2018 di Laura Bogliolo
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Il parroco preferisce non commentare, le mamme sono molto preoccupate, i gestori dei banchi del mercato di via Riano, invece, sono quasi soddisfatti: «Diversificare i prodotti in vendita magari ci porterà più clienti».
Sperano di essere salvati dalla crisi, anche se il prodotto in questione è la cosiddetta «cannabis light». Ponte Milvio, il quartiere della movida sfrenata e dello sballo, sembra diviso, di certo è stupito, davanti alla notizia dell'apertura  del negozio nel mercato di via Riano Grace: venderà non solo prodotti alimentari a base di canapa (uova, biscotti, olio, pasta), ma anche le discusse infiorescenze, erba in bustine da 1, 2, 3 grammi (a partire da 10 euro) e resina da piante legali.
 

«I livelli di Thc, ovvero la sostanza psicotropa, sono inferiori allo 0,2%, il limite per legge è dello 0,6 %: è tutto legale insomma, non siamo spacciatori, in ciò che vendiamo non c'è sballo» spiegava ieri Roberto Piraino, 46 anni, il proprietario. Le infiorescenze posso essere vendute solo come prodotti da collezione. Sulle bustine dovrà esserci scritto vietata la combustione. Fatto sta che chiunque, una volta arrivato a casa, può trasformare l'oggetto da collezione in una sigaretta. «Noi non diremo mai che si può fumare, l'effetto comunque sarebbe quello della camomilla, non della droga, l'alcol secondo me è molto peggio» aggiungeva il proprietario.

«CI TENGO A MIO FIGLIO»
L'arrivo della cosiddetta cannabis light ha creato non pochi scossoni nel quartiere. Deciso nel suo «no» è Francesco, gestore della storica trattoria Pallotta: «Parere negativissimo - diceva ieri - ci tengo a mio figlio, sono brutte sostanze anche se legali, possono portare a cose ben peggiori». «Sono basita - commentava mamma Luciana, davanti la parrocchia Gran Madre di Dio - in un posto come Ponte Milvio già afflitto dalla movida, dal caos e da tanti giovani appassionati dello sballo non c'era bisogno di un negozio con prodotti così, ma anche i bambini possono comprarli?». «No» rispondono dal locale che la sera sarà chiuso. Il parroco di Gran Madre di Dio è stato lapidario: «Preferisco non intervenire sul dibattito».
 

 

MOLTI DUBBI
Carmine Perrone, del comitato di quartiere Ponte Milvio - Ambiente e Legalità, ricordando che in piazza su 32 negozi, 28 sono di somministrazione, ragionava: «Vende generi alimentari e va a sostituire un negozio di casalinghi low cost che era molto utile». Ma il locale «è nel mercato rionale, struttura in crisi che ha bisogno di nuovi insediamenti. Dopotutto non è un locale di somministrazione, mi sembra un problema minore rispetto per esempio alla trasformazione dello storico negozio di Sementi in un pizzeria al taglio». Da tempo il comitato ha chiesto al XV Municipio di estendere all'area la delibera che imponeva il blocco di nuove licenze di sommistrazione e che però non è stata ancora approvata. A Roma intanto sono già una decina i negozi che vendono cannabis light, un'avanzata che nonostante i dubbi sarà difficile fermare in una sorta di vuoto normativo.

 

Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio, 17:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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