Roma, tenta di ammazzare la madre a picconate e le distrugge la casa, ma non può essere arrestato

Giovedì 30 Novembre 2017 di Adelaide Pierucci
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«Aiutatemi, mio figlio vuole ammazzarmi». È il grido di una madre che da venti giorni si è barricata dentro casa, all'Eur, con la paura che il figlio Andrea, un trentenne con problemi pisicologici, possa ucciderla. Una casa che Andrea ha completamente distrutto a picconate. Finestre e porte divelte, mura sventrate, soffitti squarciati. Nonostante il divieto di avvicinamento alla casa, il ragazzo dorme sotto casa, in auto, pronto ad altri scatti d'ira. Il più furente due anni fa, quando ha ridotto l'appartamento in cumuli di macerie, come se colpito da un terremoto.
 

 

La madre, costretta a scappare ripetutamente di notte per mettersi al sicuro, riesce a trovare pace solo quando il figlio viene arrestato per stalking e danneggiamento. Non dava pace alla vicina di casa alla quale ha ridotto, sempre a picconate, l'auto a un ammasso di lamiere. Il 12 novembre Andrea è stato scarcerato e la madre si è dovuta asserragliare in quel che resta della sua casa. Intanto viene ignorato l'affidamento del giovane a una Rems: una struttura riabilitativa che ha preso il posto dell’ospedale psichiatrico. In Italia ne esistono solo 23 e posso ospitare pazienti esclusivamente su base regionale, sempre a corto di posti liberi. L'affidamento era stato disposto dal pm Vincenzo Barba per tutelare sia il giovane sia la madre. L'avvocato Alessandro Olivieri, che porta avanti la battaglia da anni per aiutare Andrea e la madre, ha presentato una raffica di denunce.

Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 09:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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