ROMA

Roma, aggressione a piazza Venezia per una donna: è caccia al branco

Martedì 3 Aprile 2018 di Laura Bogliolo

Un calcio alla tempia, colpito alle spalle, tre contro uno, poi pugni e ancora calci. La movida violenta nella notte tra domenica e lunedì è esplosa ancora una volta: teatro dell'ennesimo pestaggio la centralissima piazza Venezia, il cuore della Capitale. Braccio sinistro rotto, trauma cranico facciale, ferite al polso sinistro, contusioni multiple al volto e alla tempia sinistra, 30 i giorni di prognosi secondo il referto dei medici che lo hanno soccorso: è finito in ospedale un ragazzo di 28 anni residente ai Castelli, picchiato selvaggiamente all'alba di ieri, poco prima delle 4 di notte. «Erano delle furie racconta il giovane - mi hanno aggredito alle spalle in tre e non ho potuto fare niente». Ieri la vittima era ancora confusa, non ricordava bene cosa fosse accaduto precisamente. «Avevo conosciuto una ragazza in un locale, ma dentro non è accaduto nulla, nessun diverbio» aggiunge. Sembrava tutto tranquillo: «E invece mentre stavo tornando a casa, a piazza Venezia quelle bestie mi hanno massacrato, ero con amico ma in quel momento si era allontanato per andare al bagno». Un pestaggio «per futili motivi», così le forze dell'ordine definiscono solitamente queste aggressioni. «Mio figlio poteva morire - dice la mamma - questa città è diventata troppo pericolosa, per questo ho deciso di raccontare la storia».

IL RACCONTO
Secondo il racconto del giovane gli aggressori erano italiani: «Non sono riuscito a vederli bene: mi hanno aggredito alle spalle, un calcio in testa e non ho capito più nulla. Ero sconvolto, sono voluto andare subito verso casa perché ho immaginato che mia madre fosse in ansia, non rispondevo al cellulare». Il giovane è stato sottoposto alle cure nell'ospedale di Albano dove ha presentato la denuncia alla polizia. La mamma è preoccupatissima: «Ormai Roma non è più sicura, mio figlio è stato brutalmente picchiato senza motivo, ha avuto soltanto la sfortuna di incontrare gentaccia, questa città sta impazzendo, bisogna fare qualcosa». E ora ha paura: «Temiamo ritorsioni, non si sa che tipo di persone fossero». Gli investigatori stanno esaminando le telecamere dei vicoli del Centro per cercare di risalire agli aggressori e per capire l'esatta dinamica dei fatti.

LE INDAGINI
È possibile che i giovani, abbiano compiuto qualche imprudenza. Magari si sono allontanati in scooter e tramite la targa potrebbero essere rintracciati. L'ennesima violenza in Centro, nell'area della città super blindata con migliaia di agenti delle forze dell'ordine dispiegati in questi giorni di festa quando l'allerta terrorismo è altissima. Le piazze della movida, Campo de' Fiori e Trastevere in primis, continuano a essere presidiate. C'è l'Esercito dell'operazione Strade sicure, ma anche il prolungamento dell'orario dei presidi fissi alla luce delle minacce da potenziali lupi solitari. Ma sembra che le divise non riescano a frenare la furia di branchi di giovani ubriachi. «Mio figlio è vivo per miracolo dice la mamma è stato colpito alla testa, poteva andare molto peggio». A febbraio, a Trastevere, un marocchino di 29 anni in via della Lungara aveva rapinato tre sorelle: erano le figlie del giornalista Roberto Giacobbo, una era stata presa a bottigliate. Qualche giorno prima altre due studentesse americane ventenni erano state aggredite da un uomo di colore.
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  Ultimo aggiornamento: 5 Aprile, 15:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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