Roma, a piazza Navona festa della Befana blindata: da oggi parte il contingentamento a 10.250 persone

Mercoledì 20 Dicembre 2017 di Mauro Evangelisti
Prepariamoci al caos. Fare confluire 10mila persone da sei varchi, controllandole una a una con i metal detector portatili ma anche limitando il numero di chi può accedere, avrà un effetto assicurato: lunghe code per entrare a piazza Navona, nelle giornate più affollate delle festività natalizie e dell'Epifania. Sia chiaro: in nome della sicurezza ogni sacrificio è sacrosanto, d'altra parte lo stesso avviene per l'accesso a piazza San Pietro. Però bisogna capire se, vista la conformazione di piazza Navona, con vicoli e vicoletti e sei entrate da sorvegliare e filtrare, l'applicazione di un meccanismo di controllo rigoroso non causi un effetto negativo: molta gente ammassata nei punti d'entrata in attesa di accedere alla piazza e dunque potenziale obiettivo di malintenzionati o attentatori con le tecniche usate in altre grandi città dell'Europa e degli Stati Uniti.

BARRIERE
Con il discusso mercatino della Befana, che già ieri presentava i primi stand ma anche le prime barriere mobili, è stato disposto un piano sicurezza molto severo. Già sono state montate le transenne per tutto il lato di via di Pasquino. Questa protezione ha due obiettivi. Il primo è consentire il contingentamento un po' come avviene sulle banchine della metropolitana quando ci sono troppi passeggeri. Raccontano due volontari in divisa dell'Associazione carabinieri Mariti di Nassirya: «Avremo dei tablet, collegati tra loro, e conteremo quanti entrano e quanti escono. Sapremo sempre, in tempo reale, quante persone sono all'entrata della piazza». Il numero da non superare è 10.250: quando il visitatore numero 10.251 tenterà di entrare, gli sarà spiegato gentilmente che dovrà aspettare. Ma le transenne di metallo hanno anche un altro, ovvio e triste obiettivo: evitare attentati come già avvenuto in molte città, da New York, a Barcellona, a Nizza, con l'uso di un furgone o un mezzo pesante. In totale i volontari dell'associazione schierati in piazza Navona sono una decina, sempre con le transenne pronte a essere schierate a difesa della piazza: gli altri sono nel lato di corso Agonale, di via Sant'Agnese in Agone, via dei Lorenesi e di piazza di Tor Sanguigna.

Ecco, qui è stata utilizzata un'altra formula più gradevole per bloccare eventuali mezzi pesanti: ci sono delle fioriere, posizionate proprio vicino alla Lince dell'esercito, un mezzo armato che vigilia sulla sicurezza della piazza. I volontari saranno affiancati dalla grande esperienza dei poliziotti del commissariato Trevi.
«Dovremmo iniziare con il filtraggio - raccontano i volontari - già tra domani e dopodomani. Siamo pronti, andrà tutto bene». Vero, l'impegno è tanto, ma restano le incognite di una forma di controllo che rischia di creare un tappo in centro storico. Ufficiosamente viene confermato che i metal detector mobili saranno usati, soprattutto nei giorni più affollati, per controllare tutti i visitatori: non saranno semplici verifiche a campione. Già in passato c'erano state contromisure simili, ad esempio anche in occasione della Via Crucis, nella zona del Colosseo. In quel caso, però, si trattava di un singolo evento, limitato nel tempo. In piazza Navona, transenne, metal detector e contingentamento dureranno per oltre due settimane. Non sarà semplice.
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