Roma, omicidio di via del Babuino: perizia psichiatrica per l'imputato

Lunedì 16 Aprile 2018
Un direttore di banca stimato che, nel maggio del 2017, aveva perso la testa e, folle di gelosia, aveva ucciso la compagna. Sarà una perizia psichiatrica ad accertare se Francesco Carrieri, 56 anni, fosse capace di intendere e di volere quando fracassò il cranio di Michela Di Pompeo con un manubrio da palestra. Teatro dell'omicidio, l'appartamento dove abitava la donna, in via del Babuino. In pieno centro, a due passi da piazza di Spagna. Il gup Elvira Tamburelli ha affidato oggi l'incarico al perito che avrà novanta giorni per completare il lavoro.

Nei confronti dell'imputato, che ha optato per il rito abbreviato, il pm Pantaleo Polifemo ha sollecitato una condanna a 12 anni di reclusione, senza contestare aggravanti e con l'attenuante della seminfermità mentale. Proprio su quest'ultimo aspetto, il giudice vuole effettuare ulteriori accertamenti. La prossima udienza è fissata per il 26 luglio quando, verranno illustrate le conclusioni della perizia. La sentenza, invece, è prevista per il 2 agosto.

Dopo l'arresto, l'imputato ammise di avere colpito Michela al culmine di una lite scaturita dal suo timore di essere lasciato. «Ho visto un messaggio di un suo ex sul cellulare e ho perso la testa - disse agli inquirenti nel corso dell'interrogatorio di convalida - Di recente ho sofferto di depressione e ho provato anche a togliermi la vita».
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